Nella pancia

È utile sapere che la gravidanza si conta in settimane e dura circa 40 settimane, anche se alcuni bambini nascono un po’ in anticipo e altri in ritardo (anche di oltre 10 giorni) dalla data presunta.
Per calcolare l’inizio si parte dal primo giorno dell’ultima mestruazione; sarà poi la prima ecografia a confermare o a modificare la data stimata.
Le prime otto settimane sono le più importanti perché si formano gli organi, anche se il bambino nella pancia della mamma misura solo pochi centimetri. In questo periodo è meglio che la mamma non prenda medicine, che abbia uno stile di vita tranquillo e sereno, che si alimenti regolarmente, soprattutto con frutta e verdura fresche.
Fin dai primi giorni il papà può svolgere un’importante funzione di protezione e supporto, quasi da ‘filtro’ con il mondo esterno.
Può essere un po’ frustrante assistere impotenti ai primi disturbi della mamma: nausea, inappetenza, insonnia, sbalzi d’umore, ma questi sono il segno concreto che il nostro bambino si è fatto il nido e ha trovato un posto sicuro per essere accolto e protetto.
Per il papà invece la gravidanza è soprattutto mentale, e stare vicino alla mamma partecipando ai suoi cambiamenti fisici è il miglior modo per iniziare a sentire concretamente il proprio bambino.
Durante la gravidanza è utile eseguire gli esami e i controlli indicati, ma ancora più importante è circondarsi di persone positive e ottimiste; è di questo che abbiamo bisogno per vedere con fiducia il futuro e portare a termine con entusiasmo l’impresa di mettere al mondo un bambino.
Quando la gravidanza è fisiologica (cioè la mamma non presenta patologie e il decorso è regolare) sono sufficienti due ecografie: la prima, a 10-12 settimane, verifica la data di gestazione, la posizione della placenta e la regolarità delle prime fasi di sviluppo; la seconda, a 20-22 settimane, esamina lo sviluppo degli organi principali (è la cosiddetta ‘morfologica’).
Gli esami del sangue vengono fatti periodicamente (all’incirca 4-5 volte nei nove mesi), ma non sono meno importanti il semplice controllo del peso e la misurazione della pressione.
Nel caso di gravidanza fisiologica non sono necessari controlli da parte del medico. Sarà un’ostetrica con esperienza ad accompagnare la mamma per tutti i nove mesi, sorvegliando e consigliando. Il ginecologo diventa invece necessario qualora la mamma presenti fattori di rischio o il bambino manifesti problemi di crescita o di sviluppo.
Lo stile di vita della mamma è molto importante per favorire un regolare sviluppo del bambino: una quotidiana attività fisica, preferibilmente all’aperto, e un’alimentazione equilibrata ricca di frutta e verdura sono fondamentali; possiamo aggiungere l’astensione dal fumo (anche passivo) e dall’alcol, la protezione dalle infezioni, la limitazione di caffé e altre sostanze eccitanti.
Lo stress e le preoccupazioni attivano ormoni materni che possono passare al bambino attraverso la placenta. Il papà può fare molto per aiutare la mamma a vivere bene questo periodo delicato.
Anche durante la gravidanza è possibile sviluppare uno stato depressivo o altri disturbi dell’umore. In questi casi non si deve aver paura di chiedere aiuto.
Riguardo agli esami e ai controlli in gravidanza è opportuno tenere presente che non tutto può essere analizzato e verificato; un margine di incertezza e di imprevedibilità rimane sempre. I controlli vanno eseguiti, ma senza pensare a risultati assoluti e garantiti.
È essenziale sapere che qualunque accertamento ha una piccola quota di errore: il cosiddetto ‘falso positivo’ o ‘falso negativo’, cioè rispettivamente quando si riscontra un problema che in realtà non esiste oppure quando non si evidenzia un difetto che invece è presente.
Dal 4°-5° mese il bambino nella pancia è già in grado di ascoltare i diversi suoni e rumori che lo avvolgono; negli ultimi mesi è capace di riconoscere la voce della mamma e di apprezzare musiche e canzoni. Parlare, cantare ninne-nanne e filastrocche o suonare per lui può servire a farlo rilassare, preparandolo alla nascita.
Nei nove mesi di gravidanza il bambino fa già importanti esperienze, preparandosi alla vita fuori dalla mamma.
È per questo che già nella pancia impara a succhiare, deglutire, sbadigliare, fare smorfie; allena il torace per il respiro, manipola, spinge con i piedi e si avvita come dovrà fare al momento del parto. Solo per piangere dovrà aspettare di essersi ben riempito i polmoni di aria.
Il momento del controllo ecografico può essere molto importante per il papà: finalmente anche lui può vedere il bambino. Purtroppo si tratta di immagini in bianco e nero, poco definite, e dopo le prime settimane il bambino è visibile solo ‘a pezzi’ (o ‘a fette’).
L’emozione però resta intatta, soprattutto quando si vede il piccolo cuore che batte, o quando si osserva una mano in movimento o un dito in bocca.
Alcuni genitori decidono di conoscere presto il sesso del figlio per scegliere il nome e immaginarselo già con un’identità precisa. Altri invece preferiscono evitare di violare un ‘segreto’, aspettando il momento in cui sarà il bambino a svelarsi.
Partecipare a incontri di preparazione alla nascita può servire per avere le informazioni essenziali, ma anche per confrontarsi con altri neogenitori e condividere questa intensa esperienza.
Anche singoli incontri a tema e visite alla sala parto possono aiutare a prevedere e immaginare il momento del parto.
Il papà in attesa trova difficilmente sostegno e comprensione da amici e colleghi. La sua gravidanza non è visibile (in lui non appaiono cambiamenti fisici) e si tende a non considerare l’esperienza che sta vivendo.
Per questo è molto utile potersi confrontare con altri neopapà e condividere emozioni e paure.

Neopapà è facile!
Neopapà è facile!
Giorgia Cozza
Suggerimenti per vivere con serenità l’attesa, la nascita e i primi mesi con il bambino.Una piccola guida che unisce il rigore dell’informazione scientifica all’immediatezza di brevi testi e simpatiche vignette: una formula originale per informare, sostenere, ma anche, perché no­, regalare un sorriso a chi la riceve. Se stai per diventare papà e hai le idee poco chiare su quello che ti aspetta.Se sei appena diventato papà e quello che tieni in braccio ti sembra venuto da un altro pianeta.Se ti hanno detto che un bambino piccolo ha bisogno solo della mamma, ma tu credi invece che un papà non tolga nulla e aggiunga molto.Se la nascita di un figlio ti sembra un’esperienza tra le più profonde e sconvolgenti della vita.Se per te crescere un figlio richiede la stretta collaborazione di due persone che si amano. Se sei uno di questi uomini, questo Neopapà è facile! è stato scritto per te, per aiutarti a riflettere e sostenere il tuo cammino nell’avventura della paternità. Con tanti consigli pratici firmati dal pediatra e neonatologo Alessandro Volta e simpatiche vignette. Conosci l’autore Alessandro Volta, pediatra e neonatologo, è padre di tre ragazzi e di una bambina in affido.È responsabile dell’assistenza neonatale negli ospedali di Scandiano e Montecchio Emilia e membro della Commissione Nascita dell’Emilia Romagna.Cura il sito www.vocidibimbi.it.