CAPITOLO V

L’igiene del bebè

Latte detergente, bagnoschiuma, shampoo, colonia, borotalco…

Il bagnetto del bebè rischia di trasformarsi in un costoso investimento! Ma cosa serve in realtà per garantire la pulizia del bambino nei primi mesi di vita? Molti prodotti per l’igiene rappresentano un vero e proprio business e non solo il loro impiego spesso non è necessario, ma in alcuni casi può essere addirittura sconsigliato.

Il bagnetto del bebè
Il piacere dell’acqua comincia fin dalla nascita. E non potrebbe essere diversamente dato che è dall’acqua che il neonato viene.
Grazia Honegger Fresco

Il bagnetto: un’occasione di relax, quando il bimbo è piccolissimo e nell’acqua ritrova la tiepida carezza del liquido amniotico, e un appuntamento con il divertimento, non appena ha superato i primissimi mesi di vita.


Saponi e bagnoschiuma

Nei primi mesi di vita non servono saponi, bagnoschiuma e detergenti, perché… il bambino non è sporco! Lo scopo del bagnetto quotidiano, o comunque frequente, non è quello di lavare il bebè, ma di regalargli delle sensazioni piacevoli, come ha ben spiegato Lorenzo Braibanti: questi bagni ai piccolini non dovrebbero essere di pulizia (un bambino di pochi mesi non si sporca davvero!) ma di rilassamento1.


E Grazia Honegger Fresco ribadisce: inutili il sapone e il massaggio brusco sulla pelle. Tra l’altro il bambino beve sovente un poco d’acqua: meglio quindi che non ci sia sapone! Quel poco di polvere o sudore accumulati durante il giorno se ne andranno con la sola acqua tiepida2.


Inizialmente, dunque, il problema di saponi, bagnoschiuma, shampoo, non si pone. Contrariamente a quanto la pubblicità tenta di farci credere, infatti, il bambino non ha bisogno di essere lavato con particolari detergenti. Non solo non gli servono, ma gli ingredienti contenuti in molti prodotti per l’igiene rischiano di seccare o irritare la sua cute delicata (e privarla delle sostanze grasse che la proteggono), mentre i profumi in essi contenuti possono disturbarlo e disorientarlo.


La soluzione più semplice ed efficace (oltre che economica!) per lavare il bebè è quella di sciogliere nell’acqua un cucchiaio di amido di mais o amido di riso.

E dopo i primi mesi

Quando il bambino è più grandicello e comincia a scoprire il mondo, toccando tutto ciò che gli capita a tiro, giocando e impiastricciandosi con il cibo, l’amido di mais non è più sufficiente per il bagnetto e i genitori possono cominciare a usare un detergente di tipo oleoso3, privo di tensioattivi schiumogeni e profumi, che irritano la pelle e sono potenzialmente allergizzanti.


Nell’acquisto di un detergente più che dalla marca o dalla confezione, l’ideale sarebbe farsi guidare dalla composizione del prodotto stesso.


Una soluzione vantaggiosa ed ecologica è rappresentata dalle saponette (ad esempio quelle alla calendula o a base di altri ingredienti naturali): costano meno del bagnoschiuma ed essendo ‘solide’ possono derivare solo da olio e soda caustica (mentre per la consistenza fluida dei saponi liquidi vengono utilizzate altre sostanze). Ecologici, scegliendo le saponette, anche gli imballaggi che sono in cartone riciclabile, anziché in plastica come nel caso dei detergenti liquidi.

Lo shampoo

A un neonato non serve lo shampoo. Se il bimbo ha pochi capelli non ha bisogno di un detergente specifico, il bagnetto con amido di mais sarà più che sufficiente anche per la testolina. Per i piccoli dalla chioma particolarmente folta, invece, si può utilizzare uno shampoo naturale, avendo cura di usarne una quantità molto modesta diluita in acqua. Alcune famiglie si sono trovate bene con una saponetta alla calendula, sciogliendone un poco tra le dita e frizionando con delicatezza i capelli del bimbo.

La vaschetta

Ergonomiche, sagomate, inserite nel fasciatoio o da appoggiare alla vasca da bagno… Sul mercato abbondano le vaschette per il primo bagnetto, un vero business che non manca di stupire un po’. O meglio, a stupire sono i prezzi di questi accessori tanto simili e sicuramente equivalenti a un qualunque catino in plastica per il bucato! Anzi, in genere le vaschette per i panni sono dotate di comodi manici che le rendono più pratiche e maneggevoli.


Non solo. Secondo la pedagogista Grazia Honegger Fresco la vaschetta per i panni rappresenta una soluzione preferibile anche per il bebè. Infatti la vaschetta per il bagno del tipo progettato appositamente dall’industria (…): ha bordi bassi che non permettono di mettere molta acqua, così che spesso i bambini, poco immersi, hanno freddo e, comunque, sviluppano un senso di diffidenza per l’acqua più alta. Meglio quindi una vaschetta (lunga circa 70 centimetri e profonda 35) che consentirà di immergere il bambino quasi completamente e che dopo i primi mesi, conclude la Honegger Fresco, potrà essere riutilizzata per i suoi giochi o per la biancheria di casa4.


In conclusione, tra tanti accessori per l’infanzia decisamente superflui, la vaschetta (il cui prezzo può variare da 17 a 40 euro con un picco di 2.000 euro (!) per il modello con idromassaggio) si è guadagnata una buona posizione: il tempo di utilizzo è brevissimo e, una volta cresciuto il bebè, non può tornare utile neppure per altri scopi a causa della forma particolare.

Prodotti per l’igiene intima

Cosa serve per lavare il sederino del bambino? Acqua tiepida. E se il piccino ha fatto cacca un po’ di sapone delicato. Utilizzare detergenti a ogni cambio è invece sconsigliato, come sottolinea il pediatra Lucio Piermarini: poiché la pipì non contiene grassi e le feci ne contengono pochissimi, sarà quasi sempre sufficiente lavare solo con acqua così da non togliere alla pelle il suo strato difensivo. Il sapone, uno qualunque, lo userete quando vi sembrerà che la pelle sia un po’ untuosa o se noterete un residuo di cattivo odore. La sorpresa sarà scoprire che in questo modo i bambini non si arrossano praticamente mai5.


Molte famiglie si sono trovate bene utilizzando delle pezzuoline in stoffa morbida6, imbevute di qualche goccia d’olio di oliva o di mandorla. Una soluzione naturale e rispettosa della cute delicata del bebè, oltre che economica.


Il Gruppo Mondo Nuovo7 propone come possibile alternativa l’olio di girasole e l’olio di riso. L’importante, si legge nella guida Cura del bebè, è usare solo ed esclusivamente oli naturali, meglio se acquistati da agricoltura biologica (costano comunque meno dei prodotti per l’igiene di marca).

Salviettine umidificate

Ecco un prodotto che è riuscito, senza ragionevole spiegazione, a entrare a far parte del quotidiano rituale del cambio del bebè. L’utilità delle salviettine umidificate è evidentemente limitata alle situazioni di emergenza – in auto, in treno, in viaggio – quando non è possibile lavare il bimbo con acqua ed eventualmente un po’ di sapone.


Per effetto, probabilmente, della pubblicità che ne sottolinea le caratteristiche emollienti, idratanti, rinfrescanti (per cui il loro utilizzo sembra apportare notevoli benefici al bebè), le salviettine usa e getta hanno cominciato a essere ritenute la “norma” e a essere usate anche in casa, magari ad ogni cambio, in sostituzione del tradizionale lavaggio.


Un’abitudine discutibile sia per il benessere del bebè, che viene esposto al rischio di reazioni allergiche, sia dal punto di vista economico (si tratta di una spesa realmente superflua!) e, infine, deleteria per l’ambiente poiché va ad aumentare la mole di rifiuti da smaltire.


Al potenziale rischio di reazioni allergiche per la cute delicata del bebè e alla composizione delle salviettine umidificate ha dedicato un interessante articolo il Settimanale dei Diritti, dei Consumatori e delle Scelte, “Il Salvagente”8, che ha riportato i risultati di uno studio realizzato da tre dermatologhe dell’Università di Bologna. Le conclusioni del lavoro che ha messo sotto esame gli ingredienti di ventitré marche di salviettine in commercio in Italia, sono state pubblicate sulla rivista scientifica inglese “Contact Dermatitis”9 nel 2006 e hanno evidenziato la presenza di ingredienti descritti nella letteratura scientifica come fonte di allergia in 21 dei 23 prodotti esaminati. Per quanto riguarda i conservanti utilizzati, in 19 casi si tratta di possibili allergeni.

L’olio per la pelle

Ecco un altro prodotto che abbonda sugli scaffali dei reparti dedicati all’igiene e la cura del neonato. La scelta, per chi vuole acquistare dell’olio per la pelle del bebè, è molto vasta. In realtà, la soluzione ideale, in quanto più naturale e rispettosa della cute delicata del bambino, è rappresentata dal normalissimo (e più economico) olio di mandorle, lo stesso che durante la gravidanza veniva utilizzato per idratare la pelle della futura mamma.


L’olio di mandorle (o anche d’oliva extravergine) è utile per massaggiare il bimbo dopo il bagnetto, o per il sederino, dopo il cambio del pannolino.


Dato che ne bastano poche gocce non è il caso di farne scorta, una confezione può durare a lungo. Per quanto riguarda invece gli oli di produzione industriale, in caso di acquisto si suggerisce di leggere le etichette e valutare gli ingredienti, spesso infatti i derivati del petrolio sono presenti in maggior quantità rispetto ad eventuali ingredienti naturali che vengono citati sotto il nome del prodotto.


Un esempio: la paraffina liquida o mineral oil, di cui abbondano i prodotti per il corpo, è un derivato della raffinazione del petrolio, inquinante e non biodegradabile10. La paraffina forma una barriera tra l’epidermide e l’esterno; tale barriera, sottolinea il Gruppo Mondo Nuovo11, però è innaturale, composta da molecole estranee a quelle dello strato idro-lipidico della pelle (la miscela di grasso e acqua distribuita sull’epidermide che costituisce l’idratazione naturale) e la traspirazione ne risulta ostacolata.

Attenzione alle etichette!

Abbiamo visto che nella maggior parte dei casi non sono necessari prodotti industriali per l’igiene del bebè, ma piuttosto sono preferibili sostanze naturali, ecologiche e, caso vuole, anche economiche.


Ma come regolarsi al momento dell’acquisto di un detergente destinato alla sua cute delicata o ai suoi capelli? Leggendo le etichette. Questo suggerimento vale anche per i prodotti per adulti. Non sempre, infatti, quelli che vengono definiti prodotti naturali o delicati12, lo sono realmente, ed è quindi importante avere un’idea di ciò che si spalma sulla pelle, dato che la cute è un’organo, esattamente come cuore e polmoni, e assorbe le sostanze con cui entra in contatto.

Il Biodizionario

Per chi ha la possibilità di utilizzare internet, esiste in rete un utile strumento per valutare i prodotti per l’igiene: si chiama Biodizionario e permette di verificare la qualità dei singoli componenti elencati nell’INCI, ovvero nell’elenco degli ingredienti che tutti i prodotti devono riportare in ordine decrescente di quantità impiegata. È sufficiente digitare il nome dei singoli componenti e per ognuno di essi appare un bollino rosso, verde o giallo. Il totale di promozioni e bocciature ottenute complessivamente permette di valutare la qualità del prodotto, ricordando che i componenti sono segnalati sull’etichetta in ordine decrescente, quindi è importante che soprattutto i primi ingredienti superino l’esame. Il Biodizionario è consultabile al seguente indirizzo: http://www.biodizionario.it/

La colonia per il bebè

Praticamente ogni nota azienda di prodotti per l’igiene del bebè ha in catalogo una colonia per piccolissimi. L’utilità di tali accessori suscita molte perplessità, dato che proprio “il profumo di neonato”, l’odore caratteristico dei bimbi piccolini, piace tanto a tutti i genitori e suscita la nostalgia di chi ha figli ormai cresciuti…


A parte la premessa scontatissima, che il neonato non abbia bisogno di una colonia, in genere l’utilizzo di profumi è sconsigliato, soprattutto per i più piccini che potrebbero rimanere disorientati. A questo proposito il Gruppo Mondo Nuovo nella guida La cura del bebè sottolinea: i neonati si orientano nel mondo e trovano conforto e sicurezza proprio tramite gli odori di mamma e papà, della casa, del fratellino, l’odore proprio, gli odori naturali. Qualunque tipo di profumo, anche quello di detersivi e ammorbidenti, lo disturba e lo disorienta, a volte fortemente. L’allattamento può essere reso difficoltoso se il contatto al seno è ostacolato da odori sconosciuti13.


Ricordiamo, infatti, che l’olfatto del neonato è molto sviluppato: il bimbo inizia a esercitare questo senso molto prima della nascita quando, immerso nel liquido amniotico, si calcola abbia a disposizione già più di un centinaio di aromi diversi. Ed è proprio l’odorato che, non appena il bimbo lascia il grembo materno, gli indica la strada per raggiungere il capezzolo della madre. Il liquido amniotico ha, infatti, caratteristiche organolettiche e, in particolare, un odore che richiama l’alimento materno. Grazie all’olfatto, il bimbo è quindi calamitato dal seno e dal suo profumo che ha conosciuto nell’utero. Non solo. Collocando accanto a un neonato dei batuffoli di cotone imbevuti di latte di diverse donne, si è visto che manifesta una chiara preferenza per quello della propria madre!


Il pediatra González riferisce i risultati di un altro interessante esperimento: se durante il parto viene lavato uno dei seni della mamma con del sapone e il suo piccino viene posato in mezzo ai due seni, il bimbo appena nato si attacca a quello non lavato14.


~ A conti fatti

Bagnoschiuma, detergenti, shampoo… ecco qualche prezzo15 di prodotti per l’igiene del bebè. Facile quantificare il risparmio, usando semplicemente acqua e un cucchiaio di amido di mais.

Detergente bagnetto (confezione 200 ml): da 4,79 a 13 euro

Detergente bagnetto (400 ml): da 5 a 12 euro

Latte detergente (confezione 250 ml): da 7,50 a 8,50 euro

Shampoo (confezione 200 ml): da 4 a 11,90 euro

Olio per bebè (200 ml): da 5 a 12,50 euro

Olio idratante spray: 9 euro

Talco liquido (confezione 125 ml): da 4 a 8,90 euro

Crema fluida (200 ml): da 10 a 13 a euro

Colonia per bebè: da 8,90 a 15,90 euro

Pasta protettiva per il cambio (250 ml): da 5 euro a 10 euro

Salviettine umidificate (70 pezzi): da 2,89 a 6 euro

Bebè a costo zero - 3a edizione
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Giorgia Cozza
Guida al consumo critico per accogliere e accudire al meglio il nostro bambino.Una guida al consumo consapevole per scoprire cosa è davvero indispensabile o utile acquistare durante la gravidanza e la prima infanzia. Carrozzine, vestitini, omogeneizzati: quanto costa avere un bambino oggi?Le statistiche parlano di un investimento di migliaia di euro solo nel primo anno di vita. Bebè a costo zero di Giorgia Cozza, è la guida al consumo critico e consapevole nell’affollato mondo dei prodotti per l’infanzia per scoprire cosa sia davvero indispensabile o utile durante la gravidanza e la prima infanzia, distinguendo tra reali esigenze e bisogni indotti dalla pubblicità. Il libro offre proposte e suggerimenti pratici per evitare spese inutili, con un occhio di riguardo all’ambiente e, soprattutto, per circondare il bambino solo di quanto può favorirne lo sviluppo psico-fisico, facendone una persona serena e armoniosa. Conosci l’autore Giorgia Cozza è una mamma-giornalista, specializzata nel settore materno-infantile, autrice di libri per bambini e numerosi manuali per genitori, divenuti un importante punto di riferimento per tante famiglie in Italia e all’estero.È stata relatrice in numerosi congressi per genitori e operatori del settore e ospite di trasmissioni televisive per rispondere a quesiti legati all’accudimento dei bimbi e a uno stile genitoriale ecocompatibile.