lavorare insieme

Nonni e altri adulti a cui
è affidato il bambino

Se siete dei nonni, dei baby-sitter o altri adulti a cui è affidato il bambino, questa sezione è per voi. Potete applicare una qualsiasi delle tecniche menzionate nel libro.

All’inizio questo approccio potrebbe sembrare molto diverso da quello a cui siete abituati e che si è rivelato tanto utile con i vostri figli. Ecco alcuni modi facili per iniziare. Se vi piace questo approccio potete poi approfondirlo nel resto del libro.

  1. Osservate il bambino. Prendete le mosse da lui, cosa lo interessa? Gli piace esplorare liberamente? Come potete fargli esplorare l’ambiente che lo circonda e al tempo stesso tenerlo al sicuro?
  2. Guardate se riesce a fare da solo. Che stia cercando di mangiare o vestirsi, oppure che stia combattendo con un giocattolo, dategli un po’ di tempo per vedere se riesce a cavarsela da solo. La gioia sul suo viso quando riesce è impagabile.
  3. Quali sono le cose che vi piacciono e che potreste condividere con lui? Condividere i vostri interessi potrebbe aiutare il bambino ad arricchire la sua esperienza. Suonate uno strumento? Avete alcuni begli oggetti fatti a mano che potrebbe esplorare? Vi piace fare uno sport che potreste semplificare per farlo vedere al bambino?
  4. Esplorate all’aria aperta. Se temete che possa rompere qualcosa o non sapete come intrattenerlo, andate al parco giochi, ai giardinetti o a spasso per un sentiero, o anche solo fate due passi per i negozi. Permettetegli di mostrarvi tutto ciò che vede, nominate quello che vi mostra e parlatene.
  5. Offrite dei riscontri a ciò che vedete. Anziché delle lodi pure e semplici come “Bravo!”, comunicate al bambino cosa avete visto: “Ho visto che nuotavi tutto da solo!”, “Sei arrivato da solo correndo in cima alla collina e sei rotolato giù, sembrava divertente!”. Cerchiamo di far sì che giudichi da sé anziché cercare un’approvazione esterna.
  6. Offrite presenza, non regali. Fare dei regali può essere divertente, dimostra il nostro amore, ma quello che lo dimostra ancor più di qualsiasi giocattolo è il nostro tempo. 
    Se davvero volete comprare un regalo, pensate a biglietti per lo zoo in cui andare insieme, un libro da leggere sul divano o un buono regalo per un pranzo da offrire ai genitori mentre voi fate da baby-sitter. Avere meno cose vuol dire che possiamo restare più a lungo insieme su questo pianeta. Desideriamo mostrare al bambino come prendersi cura dell’ambiente, così come di se stesso e degli altri.
  7. Quali valori condividete con i genitori del bambino? Questo terreno comune sarà un buon punto di partenza. Mostrerà una certa continuità al bambino piccolo che ama l’ordine. Alcune delle vostre regole saranno diverse e le imparerà. Finché il quadro generale è lo stesso, il bambino si sentirà sicuro e protetto sia nella relazione con voi, sia in quella con i suoi genitori.
  8. Riuscite a dare ai genitori un senso di appartenenza, di importanza e di accettazione? Di solito differenze di opinioni nell’ambito della famiglia allargata (compresi gli adulti che accudiscono il bambino) indicano un desiderio di accettazione. Persino gli adulti hanno un bambino interiore che vuole essere amato e accettato così com’è. Dimostrare ai genitori del bambino che capite il loro punto di vista può fare molto per dare spazio alle differenze.

QUANDO C ’È CONFLITTO IN FAMIGLIA

Per aiutarci a comunicare le nostre preoccupazioni e ascoltare quelle degli altri membri della famiglia, provate questo esercizio di ascolto attivo. Bisogna solo chiedere all’altro se ha venti minuti di tempo. È una tecnica tratta dal discorso di apertura del Congresso Montessori 2017, tenuto dalla Dr.ssa Scilla Elworthy.

Per i primi cinque minuti, l’altra persona può parlare di qualsiasi cosa la infastidisca.
Ascoltate, sentite cosa ha da dire e accorgetevi dei sentimenti che sorgono in lei.

Per i successivi cinque minuti, diremo noi cosa abbiamo ascoltato e cosa pensiamo l’altro abbia sentito. Il nostro interlocutore potrà farci sapere se abbiamo capito male qualcosa.

Poi si scambiano i ruoli. Ora parliamo noi per cinque minuti di qualsiasi cosa ci dia fastidio mentre l’altro ascolta.

Negli ultimi cinque minuti, l’altra persona ci farà sapere cosa ha ascoltato e i sentimenti che avrà notato in noi. Potremo anche far sapere se qualcosa non è stato capito bene.

Se si pensa che il conflitto possa trarre beneficio da un’altra sessione, si può ripetere il processo per altri venti minuti.

Inizieremo a vedere l’altro e i suoi bisogni e il fatto che tutti siamo esseri umani e vogliamo solo che i nostri bisogni siano soddisfatti.

Suggerimento 1

Cercate di evitare un linguaggio che biasimi l’altra persona. Dite per esempio: “È importante per me essere rispettato!” anziché “Non mi rispetti!”. Usate affermazioni, fate osservazioni e identificate sentimenti e bisogni in prima persona, usando il pronome “Io”.

Suggerimento 2

Abbiate richieste, non pretese, nei confronti dell’altro. Esistono sempre molti modi di risolvere un problema se siamo creativi, perciò restate anche aperti ad altre soluzioni.

In appendice si trova una tavola di sentimenti e bisogni (si veda pag. 232).

DIVORZIO NON DEVE ESSERE UNA BRUTTA PAROLA

Quando i genitori decidono di separarsi è possibile passare a una organizzazione familiare amichevole dove il bambino ha semplicemente due genitori che vivono in case diverse. L’ideale sarebbe un’organizzazione in cui i genitori condividono le responsabilità e trascorrono entrambi del tempo con i figli.

Già nel 1900, Montessori riconosceva che entrambi i genitori giocano un ruolo importante per il bambino, a meno che non ci siano motivazioni psicologiche o fisiche perché un bambino non abbia contatto con uno dei genitori. La sicurezza del bambino è una priorità.

Ancora oggi vi è uno stigma sulla separazione e sul divorzio. È triste quando una relazione fra due genitori finisce, ma non deve per forza essere una cosa negativa e in realtà, se il risultato è che entrambi i genitori sono più felici, può essere un’esperienza più positiva per il bambino, che, anche da molto piccolo, percepisce l’atmosfera in una casa dove c’è conflitto, disaccordo e disarmonia.

La stabilità è importante per il bambino in questo periodo. Se gli incontri con ciascun genitore seguono un ritmo regolare, saprà cosa aspettarsi. Abbiamo detto di come il bambino piccolo abbia un forte senso dell’ordine. Facciamo in modo che sia una priorità.

Siamo onesti con il bambino in modo appropriato all’età. Non presumiamo che sia troppo piccolo per sapere quello che sta succedendo. D’altro canto, non c’è bisogno che conosca tutti i dettagli. Siamo concreti e teniamolo aggiornato man mano che la situazione evolve.

Essere gentili parlando dell’altro genitore quando si è in compagnia del bambino è fondamentale. L’impegno di ciascun genitore a parlare con gentilezza dell’altro e con l’altro quando è presente il bambino è davvero cruciale. Talvolta sarà molto difficile, nel qual caso possiamo allontanarci fisicamente dal conflitto e discuterne in seguito.
Possiamo parlare agli amici, ai familiari o a un terapeuta delle nostre difficoltà con l’altro genitore, ma non al bambino. Non è giusto mettere in mezzo il bambino.

Ricordiamo: siamo ancora entrambi i suoi genitori, la sua famiglia, solo che non viviamo più insieme.
IN PRATICA
 

  1. I nostri bisogni sono soddisfatti? Se non è così, immaginiamo dei modi per farlo.
  2. Esiste un modo per venire incontro ai bisogni di tutti in famiglia? Siate creativi.
  3. Quali idee potrebbero aiutare la famiglia a trovarsi su una stessa lunghezza d’onda?
  4. Ci sono conflitti che devono essere risolti? Provate l’esercizio della sezione “Quando c’è conflitto in famiglia” (si veda pag. 200).

IL BAMBINO PICCOLO MONTESSORI
IL BAMBINO PICCOLO MONTESSORI
Simone Davies
Crescere un essere umano curioso e responsabile.La guida per trasformare la vita con i bambini piccoli in momenti ricchi di curiosità, apprendimento, rispetto e scoperta.Con centinaia di idee pratiche. È ora di cambiare il modo in cui guardiamo ai bambini piccoli.Utilizzando i principi educativi di Maria Montessori, Simone Davies ci mostra come trasformare la vita con i vivacissimi bambini piccoli in momenti appaganti per tutti e ricchi di curiosità, apprendimento, rispetto e scoperta.Con centinaia di idee pratiche per ogni aspetto della vita con i piccoli, il libro Il bambino piccolo Montessori vi spiegherà come: mantenere la compostezza quando vostro figlio non ci riesce e stabilire limiti con amore e rispetto; organizzare la casa e liberarsi del caos; creare attività Montessori adatte a bambini da uno a tre anni; crescere bambini curiosi e desiderosi di imparare, che amino esplorare il mondo che li circonda; vedere il mondo attraverso gli occhi del bambino piccolo e restarne sorpresi e deliziati. Spero che gli insegnamenti della mia bisnonna trovino il modo di entrare in ogni famiglia attraverso questo bellissimo libro, fonte di ispirazione e ricco di consigli pratici.Carolina Montessori Conosci l’autore Simone Davies è un’insegnante Montessori dell’AMI (Association Montessori Internationale), ed è anche autrice di The Montessori Notebook, il popolare blog e profilo Instagram in cui offre consigli, risponde a domande e organizza laboratori online per i genitori di tutto il mondo.Nata in Australia, vive ad Amsterdam con la sua famiglia, dove organizza corsi genitori-figli nella sua scuola Montessori, la Jacaranda Tree.