CAPITOLO 24

La costruzione dell’immaginazione

Ci sono diversi stadi nella costruzione dell’intelligenza nelle diverse età. L’intelligenza degli animali consiste nel saper riconoscere le cose. L’intelligenza dell’uomo è immaginativa, la vera forma della sua intelligenza. L’uomo può immaginare cose che non sono presenti e costruirle. L’attività inconscia è legata alla costruzione dell’intelligenza. L’immaginazione dura tutta la vita.

19 novembre 1946


Tutti i movimenti costruttivi del bambino sono frutto dell’istanza di una spinta interiore. L’attività ha inizio proprio a causa di questa spinta interiore, ma cosa dire dell’intelligenza? È evidente che ci sono tappe diverse nella costruzione di questa facoltà in età diverse. Un bambino di tre anni non è intelligente tanto quanto un bambino di sei anni, così come noi siamo più intelligenti dei giovani. Se guardiamo questo sviluppo dall’inizio e studiamo le sue manifestazioni, possiamo imparare qualcosa riguardo a una dimensione che nell’adulto è sepolta troppo in profondità.


Noi non comprendiamo realmente l’intelligenza, la consideriamo un dono di natura. Diciamo che è una caratteristica della razza umana e una qualità superiore che non si trova negli animali, propria del solo genere umano. Gli animali non si sono evoluti diventando sempre più intelligenti fino a raggiungere il livello dell’uomo. Dal punto di vista evolutivo, sono più vecchi di noi e sono più liberi nell’ambiente, per cui dovrebbero essere più intelligenti! Ma, ovviamente, l’intelligenza non deriva semplicemente dall’esperienza nell’ambiente.


Studi comparativi, che hanno paragonato l’intelligenza dell’uomo e quella degli animali superiori, mostrano che questi ultimi da un certo punto di vista sono intelligenti. Hanno una coscienza e hanno degli istinti – come noi – e possono riconoscere cose che non appartengono al loro ambiente naturale, per cui immaginiamo che la loro intelligenza sia simile alla nostra. Ricordo un professore ad Amsterdam che ci mostrò i cani che aveva addestrato32. Erano in grado di riordinare figure geometriche, usare le proprie zampe per creare parole come c-a-n-e usando delle speciali lettere mobili proprio come fanno i bambini in una classe Montessori. Questo professore pensava che ciò fosse una chiara dimostrazione che l’intelligenza dell’uomo si era sviluppata dall’intelligenza degli animali. Ma secondo noi c’era un’insormontabile barriera: gli animali non possono oltrepassare determinati limiti assoluti mentre gli uomini possiedono tutti i gradi di intelligenza. Anche le persone più illetterate e primitive mostrano una capacità intellettiva diversa dal limite ristretto dell’intelligenza animale. L’uomo è capace di riconoscere più figure geometriche, e può usare l’intero alfabeto invece di poche lettere. Ma non si tratta solo di una differenza quantitativa. C’è una differenza nella forma, nell’esistenza. L’intelligenza reale è qualcosa di immenso, che la natura ha conferito solo all’uomo. Se studiamo la differenza fra l’intelligenza degli uomini e quella degli animali notiamo chiaramente che l’intelligenza dell’uomo è immaginativa. L’intelligenza degli animali consiste nella capacità di riconoscere cose – nomi, voci, e così via.

Che cos’è l’immaginazione? L’immaginazione è la vera forma di intelligenza dell’uomo ed è sempre presente in questa forma. Se l’uomo non avesse l’immaginazione avrebbe la stessa intelligenza che hanno gli animali, solo in quantità maggiore. Possiamo immaginare che, se l’uomo non avesse l’immaginazione, l’intelligenza degli animali arriverebbe a eguagliare quantitativamente la sua.


Tuttavia, l’uomo è capace di un’attività interiore. Può immaginare cose che non sono presenti e crearle. Questa forma di intelligenza non ha limiti. Dobbiamo pensare all’intelligenza come a un’attività, a un lavoro interiore, a un’operosità intellettuale interiore. Ricordate come il bambino nelle varie tappe della mente assorbente mostra alcune preferenze, per cui per esempio nel periodo sensibile al linguaggio cerca il linguaggio nell’ambiente? Questa attività spontanea è inconscia, ma è legata alla costruzione dell’intelligenza. Il linguaggio che cerca verrà usato per esprimere le sue idee.


Il bambino attinge attivamente dall’ambiente. I vecchi psicologi dicevano che il bambino rispondeva a stimoli sensoriali – alla luce, agli uccelli, al rumore, e così via – per cui per esempio i piccoli fanno esperienza della luce e in seguito continuano a riconoscerla sempre più chiaramente. Questa è un’interpretazione passiva della vita psichica ma è un’interpretazione molto comune, specialmente nell’educazione formativa. È molto diversa dal fatto che il bambino, da solo, assorba attivamente ciò di cui ha bisogno dall’ambiente per poter costruire la sua propria vita psichica.


Anche la successiva costruzione dell’intelligenza in diverse tappe è un’attività, che per essere costruttiva deve essere guidata dalla natura. Ci deve essere una legge naturale di costruzione – non si può costruire nel caos.

Allo stesso modo, non dobbiamo pensare che l’intelligenza si sviluppi grazie al nostro aiuto. Non dobbiamo pensare solo a una mente passiva, ricettiva, ma a una mente creativa, costruttiva. Una mente in cui, in ogni momento, qualcosa viene costruito internamente. Non possiamo aiutare i bambini meramente impartendo loro una conoscenza ma fornendo quel sostegno che favorisce le leggi della crescita. In questo modo ci rendiamo conto che l’intelligenza è un concetto molto più ampio di quanto avessimo pensato. Non è solo ricevere immagini e poter avere certe idee a esse correlate. È qualcosa di più grande, un grande fenomeno che generalmente viene chiamato immaginazione.


Provate solo a immaginare cosa accadrebbe se l’uomo non avesse immaginazione: non ci sarebbe cultura. La cultura è conoscenza e tutta la conoscenza è un’opera dell’intelligenza. Questa intelligenza non fa tutto questo lavoro meramente attraverso l’esperienza sensoriale, cioè guardando l’ambiente, ma accumula le immagini e le usa per costruire se stessa. Per questo la costruzione dell’intelligenza non è passiva: non formiamo la nostra intelligenza con la conoscenza che ci viene trasmessa da un’altra persona.


Ci sono due fattori importanti. Il primo è l’attività che segue determinate leggi e permette al bambino di costruire l’intelligenza dalle sue esperienze attive. Il secondo e più importante fattore è l’immaginazione. Fra tutti gli animali solo l’uomo possiede questo dono, che dura tutta la vita. Non è una sensibilità particolare che sparisce una volta passato un determinato periodo. È l’immaginazione che ci permette di acquisire la nostra cultura, trattenere le immagini che raccogliamo nelle nostre menti e usarle come base. Ci permette anche di vedere ciò che non c’è, ciò che non abbiamo di fronte ai nostri occhi. Questo è ciò che distingue l’uomo dagli animali, l’abilità di vedere ciò che non è presente. Questa è la grandezza dell’uomo. Non è solo la memoria che ci permette di vedere ciò che non c’è, ma anche una costruzione guidata da un’attività interiore. Per esempio, posso descrivere la bellezza di certi monumenti o di un qualche luogo speciale che conosco. Potete anche non averli mai visti ma, a poco a poco, ascoltando la mia descrizione, vi potete fare un’idea dell’Italia. Questa è immaginazione: il paese non è di fronte ai vostri occhi e non potete ricordarlo, poiché non l’avete mai visto, ma se io descrivo la bellezza della baia di Napoli, per esempio, con il suo mare blu e il suo cielo azzurro e le piccole barche a vela che vanno e vengono, potrete averne un’immagine, che pure non si trova davanti ai vostri occhi. È una costruzione della vostra mente.


Tutto ciò che studiamo è solo una rappresentazione immaginaria nella nostra mente. Ciò significa che abbiamo una capacità di ricostruzione che permette alla nostra intelligenza di superare di gran lunga i limiti delle impressioni sensoriali. Le possibilità sono vaste. Se possiamo costruirci l’immagine di un paese che non abbiamo visto, possiamo fare lo stesso con le idee. Possiamo conoscere cose che non possiamo dimostrare. Se descrivo la baia di Napoli voi un giorno potreste avere modo di vederla, ma se sostengo che il mondo è una grande sfera, anche se fate il giro del mondo non potrete mai avere questa sensazione. Non potete prendere in mano la Terra. Se diciamo che il mondo è un pianeta che ruota intorno al sole non potete verificarlo. La nostra immaginazione ci dà ciò che non abbiamo la possibilità di percepire attraverso i nostri sensi. Quando studiamo storia, nelle nostre menti vediamo cose che accaddero nel passato, talvolta con una tale intensità da risvegliare certi sentimenti nei nostri cuori. Perciò possiamo concludere che l’intelligenza non è meramente il potere di ricordare la percezione di immagini, ma è il potere di costruire e ricostruire. È un potere dato all’uomo dalla natura e, poiché per l’uomo è naturale, si trova anche nei bambini. I più piccoli, infatti, non solo hanno il potere di capire, ma hanno anche il potere più grande di costruire idee complesse. Lo notiamo nel periodo fra i tre e i sei anni, specialmente verso i 5 anni di età. I bambini sono dotati di una capacità che permette loro di ricostruire cose molto complesse, e lo fanno con molto piacere.


Questo è un periodo speciale per la costruzione dell’immaginazione. In questo periodo si risveglia un grande potere nell’uomo, per questo non si definisce solo periodo del gioco ma anche periodo dell’immaginazione.


I bambini mostrano questo potere attraverso il loro grande amore per le storie. Il fatto che le amino così tanto dimostra che possono ricostruirle nelle loro menti anche quando le storie sono fuori dai limiti della loro esperienza. Possiamo vedere passi precisi in questa ricostruzione. Ai bambini di tre anni e mezzo e quattro anni piace sentirsi ripetere più e più volte la stessa storia piuttosto che ascoltarne di nuove. Questo corrisponde alla ripetizione dell’esercizio sul piano fisico – quando i bambini, mentre costruiscono la coordinazione dei loro movimenti, ripetono lo stesso movimento più volte. Quindi, in questo periodo iniziale, vediamo lo stesso fenomeno della ripetizione. Il fatto che i bambini ricavino un piacere così grande dal sentirsi ripetere sempre la stessa cosa mostra che nella loro mente si sta sviluppando e costruendo qualcosa. Si tratta di un piacere quasi sensoriale. È un fenomeno primitivo. Lo stadio sensoriale dell’immaginazione può essere paragonato al piacere che le immagini possono dare a livello sensoriale. C’è questo potere di essere in grado di costruire una visione, di essere capaci di fare una costruzione interiore.


Questa costruzione interiore si basa su fondamenta che sono state raccolte dall’ambiente. Per esempio, quando raccontiamo ai bambini la storia dei tre orsi, loro hanno visto degli orsi o immagini di orsi, inoltre hanno familiarità con letti, ciotole e sedie. Hanno visto i boschi. Quindi ricostruiscono questa storia sulla base di cose che hanno già visto. Quando raccontiamo storie di uomini che divorano altri uomini, giganti e orchi, queste storie sono tutte basate su fatti che loro già capiscono; quando raccontiamo storie di fate non è troppo diverso, perché le fate sono solo donne con le ali. I bambini sanno cosa significa volare quindi è facile immaginare una fata. Le loro idee sono semplici ricostruzioni basate su esperienze che hanno già fatto.


Questo non è l’unico tipo di lavoro che l’immaginazione del bambino svolge. Il bambino non conosce solo la ricostruzione di immagini attraverso parole. C’è un’attività ulteriore, una creazione attiva che spesso non viene notata. In una delle scuole olandesi, alcuni bambini di cinque e sei anni stavano manipolando il globo quando arrivò un bambino di tre anni e mezzo e li sentì gli altri dire: “questo è il mondo”. Il bambino piccolo si entusiasmò molto e disse: “Quindi questo è il mondo! Questo è come il mondo appare!”: evidentemente aveva cercato di capire e di ricostruire il mondo nella propria mente senza riuscirci, tuttavia aveva immaginato qualcosa. Quando gli venne chiesto perché era così interessato nel mondo lui rispose: “a casa si parla sempre di mio zio che ha fatto il giro del mondo due volte”. Il bambino aveva sentito parlare delle imprese di suo zio con stupore e rispetto, e aveva percepito l’entusiasmo della sua famiglia. Aveva cercato di scoprire cosa fosse esattamente questo mondo e come uno potesse girargli intorno. Quando vide il globo nella realtà, capì come uno può girare intorno al mondo perché si tratta di una sfera. Certamente il bambino sapeva che questo globo non era il mondo reale – ma gli diede un’idea del mondo, di questo mondo che era così enorme che ci voleva molto tempo per girargli intorno e che costringeva il viaggiatore a prendere treni, navi e aeroplani. Aveva immaginato la sua vastità dalle conversazioni che aveva ascoltato ma non era stato in grado di capire come uno potesse girargli intorno, per cui la rappresentazione del globo gli permise di capire. Gli diede chiarezza e, di conseguenza, il piccolo fu estremamente felice. Evidentemente prima di questo avvenimento il bambino aveva provato a costruire nella sua mente qualcosa che richiedeva capacità di ragionamento. C’erano immaginazione, ragionamento e un problema da risolvere, tutti allo stesso tempo. Quindi quell’elemento culturale, rappresentato dal globo, aiutò il bambino a completare la costruzione di un’immagine nella sua mente. La sua immaginazione aveva concepito un’immagine, lui aveva ragionato e il problema da risolvere consisteva nel ricostruire il mondo. Il globo fu uno stimolo immaginativo che aiutò uno sforzo individuale costruttivo dell’immaginazione, perfezionandola.


In un’altra occasione, un altro bambino piccolo aveva sentito un gruppo di bambini che stavano maneggiando il globo dire: “questa è l’America”. Questo bambino sì entusiasmò molto e disse: “dov’è l’America?”. I bambini gliela mostrarono. Poi lui chiese: “dov’è New York?”. Di nuovo glielo mostrarono. Poi lui chiese: “e dov’è Amsterdam?”. Gli mostrarono anche questo poi il bambino guardò lo spazio blu fra le due e disse: “questo deve essere il mare”. Era il potere del ragionamento nel lavoro di ricostruzione che era stato portato a termine dalla sua immaginazione. Il padre di questo bambino a volte si recava in America per affari: quando era via, la madre del piccolo gli diceva ogni giorno “papà è per mare” fino a quando non affermava: “adesso papà è a New York”. Lo stesso accadeva per il viaggio di ritorno. Il bambino si era sforzato a visualizzare tutto questo costruendosi un’immagine mentale di ciò che stava accadendo. Quando vide il globo ne fu felice perché quell’oggetto lo aveva aiutato in questa costruzione. Gli aveva permesso di riempire i vuoti nella sua mente.


La calma mentale arriva quando un bambino riesce a completare una costruzione dell’immaginazione. Una volta fatto ciò, la sua mente può riposare. Per poter fare una costruzione mentale, per poter visualizzare ciò che ci è stato detto, dobbiamo avere avuto un’esperienza reale o creare una ricostruzione immaginaria. La ricostruzione immaginaria dell’America e del mare con il globo era sufficiente a permettere alla mente del bambino di completare la propria visione.


Questi esempi mostrano quale intensa attività si svolga nelle menti dei bambini, che provano continuamente a costruire una visione delle cose. Il lavoro dell’immaginazione di un bambino è continuo ed è molto diverso da quello dell’adulto, che ha già costruito la sua mente. L’immaginazione dei bambini deve agire continuamente per poter costruire questo potere. Proprio come nel periodo della mente assorbente, il bambino ha studiato il mondo a un livello sensoriale e ne ha ricevuto le impressioni, per cui ora lo analizza in un altro modo e prova a costruire, attraverso le esperienze che già fatto, cose che non ha mai visto. Per mezzo di questa costruzione immaginaria, il bambino si fa strada per la prima volta nel mondo dell’intelligenza reale.


Molti psicologi pensano che si tratti di un miracolo se i bambini di cinque anni sono così evoluti e possiedono così tanta conoscenza. Ma questo mostra solo che i bambini di quest’età hanno portato a termine un’intensa attività e costruito molto nelle loro menti, il che li fa diventare padroni di tutto ciò che li circonda nel mondo. È anche risaputo che durante questo periodo i bambini mostrano un’intensa curiosità; hanno un gran desiderio di sapere. È davvero un periodo sensitivo per la costruzione di questo tipo di mente.


Quindi, entro i sei anni, un bambino è in grado di ricostruire – da esperienze sensoriali ed eventi scollegati – quasi tutto ciò che accade nel mondo che lo circonda senza l’aiuto di un adulto. Questo è analogo a ciò che succede nel periodo precedente quando, prima dei tre anni, il bambino aveva assorbito molto di ciò che accadeva intorno a lui, come ad esempio il linguaggio, senza l’aiuto di un insegnante. La differenza più grande tra i due periodi è che nel primo il bambino assorbe, nel secondo costruisce.


Il piacere che il bambino trova nelle storie mostra la soddisfazione che ricava dall’avere un potere di ricostruzione attraverso l’immaginazione. È sbagliato pensare all’immaginazione come una specie di specchio che riflette le immagini, perché è l’essenza della mente umana che fabbrica e costruisce. L’immaginazione non si sviluppa da cosa ascolta il bambino, ma dagli sforzi che compie nel mondo. Lo sviluppo avviene attraverso gli sforzi di un individuo che prova a capire e, attraverso la comprensione, ricava una visione di ciò che sta cercando di capire. Questa attività costruisce l’intelligenza, proprio come in precedenza questa facoltà era costruita attraverso l’attività manuale, e proprio come la coordinazione dei movimenti era stata acquisita dagli sforzi del bambino, che obbediva a una determinata richiesta. La costruzione della mente del bambino in questo periodo immaginativo avviene sempre grazie all’impegno del piccolo, il che lo porta a possedere il mondo che lo circonda dal punto di vista intellettuale anche senza l’aiuto dell’insegnante. Nonostante il bambino svolga questo compito in modo istintivo e senza aiuti, possiamo stimolare anche noi questo sviluppo.


Abbiamo visto che il bambino si sforza di costruire delle idee ma si tratta di una notevole quantità di impegno. Riuscirà nel suo intento se gli forniremo i mezzi per acquisire una visione più precisa. Nel farlo, ci accorgeremo che il piccolo mostra piacere ed entusiasmo, proprio come il bambino che aveva visto il globo e aveva cercato di farsi spiegare ciò che voleva sapere riguardo al mondo.


È solo attraverso i propri sforzi e le proprie esperienze nell’ambiente che un individuo si può sviluppare. Questo sforzo porta il bambino a esplorare di continuo. Si tratta di uno impulso istintivo, incessante e rivolto all’ambiente, per cui ci renderemo conto che ancora una volta lo possiamo favorire. Quando il piccolo stava imparando a coordinare i propri movimenti, avevamo preparato un ambiente adatto a lui e poi lo avevamo lasciato libero di scegliere le sue attività. Allo stesso modo ora possiamo preparare un ambiente che gli permetta di esercitarsi e aiutare lo sviluppo della sua intelligenza immaginativa.


Non possiamo aiutare il bambino con spiegazioni e lezioni che gli insegnino, per esempio, che il mondo è rotondo. Dobbiamo mettere a sua disposizione un ambiente che favorisca questa ricerca istintiva e dobbiamo aiutare la mente nel suo lavoro di costruzione. L’uomo ha bisogno di costruire con l’immaginazione e il bambino deve raccogliere ovunque ciò che gli serve per questo compito in un mondo che non è su misura per lui. Partendo da questo insieme di elementi recepiti qua e là, il piccolo si deve sforzare per capire l’ambiente in cui dovrà vivere. Dobbiamo preparare un ambiente in cui il bambino possa scegliere cosa è necessario per la costruzione individuale della sua immaginazione. C’è una differenza tra raccontargli delle fiabe e fornire questo aiuto per tutta la vita. I giocattoli danno solo modo di svolgere un movimento con le mani. Al bambino devono essere proposti degli esercizi che gli permettano di costruire dei movimenti coordinati e deve poter svolgere delle attività interessanti.


Lo sviluppo dei bambini non deve essere lasciato al caso. Non è abbastanza dare loro determinate cose – sabbia, argilla, acqua, e così via – e poi abbandonarli in un mondo che non è preparato ai loro bisogni, che non sono bisogni animali ma bisogni umani. L’intelligenza è una caratteristica propria della specie umana.


Non possiamo scegliere in maniera casuale gli oggetti di casa e abbandonarvi il bambino, a cui dobbiamo fornire un ambiente preparato, in cui ci siano persone che capiscano i suoi bisogni. Dovrà essere un ambiente bello e ricco dove il bambino possa essere libero di scegliere qualsiasi cosa sia necessaria al suo sviluppo. Così può sviluppare a pieno le proprie potenzialità. Non può imparare da un programma. deve essere capace di prendere ciò che gli è necessario per il pieno sviluppo della sua mente e della sua personalità.


J.J. Buytendijk (1887-1974) è stato un professore olandese che faceva ricerche sull’intelligenza animale e sulla psicologia animale. Non possiamo dire con certezza che Maria Montessori si riferisca a lui, ma era un esperto di cani e allo stesso tempo era molto interessato al tema dell’educazione. Deve aver incontrato Maria Montessori in quanto membro del Consiglio di Amministrazione del liceo montessoriano di Amsterdam (fondato nel 1930) nei primi anni. Era stato pubblicato dalla Dutch Montessori Society e dall’AMI Communications Non sappiamo se abbia effettivamente insegnato ai cani come creare delle parole, per cui è possibile che Maria Montessori stesse facendo una battuta a spese del professore.

Lezioni da Londra 1946
Lezioni da Londra 1946
Maria Montessori
Raccolta delle lezioni tenute a Londra nel 1946 diventate le basi dei corsi 3-6 dell’Association Montessori Internationale. Una pietra miliare nel mondo della pedagogia. Quello del 1946 fu il primo corso di formazione tenuto in Europa da Maria Montessori, dopo il suo lungo esilio in India durante la Seconda guerra mondiale.Lezioni da Londra 1946 raccoglie le lezioni, appunto, tenute a Londra sei anni prima della sua morte, in cui la famosa pedagogista parla con la saggezza di chi ha trascorso una vita a studiare non solo la prima infanzia, ma l’intero sviluppo dell’essere umano.Queste conferenze rappresentano una pietra miliare nel mondo della pedagogia, essendo diventate le basi dei corsi 3-6 dell’AMI, l’Association Montessori Internationale. State attenti – l’animo di un bambino è come uno specchio brillante sul quale ogni respiro può creare un’ombra.Maria Montessori L’ebook di questo libro è certificato dalla Fondazione Libri Italiani Accessibili (LIA) come accessibili da parte di persone cieche e ipovedenti. Conosci l’autore Maria Montessori è stata un’educatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana, internazionalmente nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di scuole materne, primarie, secondarie e superiori in tutto il mondo.