attività montessori per i piccoli

Principi generale da
non dimenticare

1. È il bambino che guida

Seguite gli interessi e i ritmi del bambino. Lasciategli il tempo di scegliere da solo anziché suggerire che gioco fare e guidare il gioco. Lasciate che faccia una selezione fra le attività con cui sta lavorando per raggiungere una padronanza (niente di troppo facile o troppo difficile: una sfida, ma non tanto difficoltosa da farlo desistere).

2. Lasciatelo lavorare con l’attività per tutto il tempo che vuole

Mentre un bambino sta padroneggiando un’attività, non è il caso di mettergli fretta perché finisca, anche se c’è un fratello che sta aspettando. Una volta terminata l’attività, chiedetegli se vorrebbe farla di nuovo. Questo incoraggia la ripetizione e gli offre la possibilità di ripeterla, esercitarla, padroneggiarla e aumentare la concentrazione.

L’ideale è non interrompere la concentrazione profonda del bambino. Un semplice commento da parte nostra può distrarlo da qualunque sia il lavoro che sta facendo per avere la padronanza dell’attività e fargliela abbandonare del tutto. Aspettate finché non vi guarderà per avere da voi un riscontro, fatevi avanti quando è frustrato e accertatevi che abbia finito prima di avanzare delle richieste come quella di venire a tavola per la cena.

3. Evitate di fare domande

Potremmo non accorgerci che lo stiamo facendo, ma non facciamo altro che interrogare i nostri bambini: “Di che colore è?”, “Quante mele ho in mano?”, “Fai vedere alla nonna come cammini?”.

Lo facevo anch’io quando mio figlio era piccolo. Spesso gli chiedevo di dare dimostrazione di qualche nuova abilità o di cimentarsi a comando in qualche nuovo numero. Forse per una sorta di ostentazione, o magari per spingerlo a imparare un po’ più in fretta.

Ora mi rendo conto che questo imbeccare è una sorta di esame per un bambino.
Di solito, poi, è solo una la risposta esatta, perciò se la risposta che riceviamo è sbagliata non ci resta che dire: “No, quel fiore è giallo, non blu!”, il che non è proprio il massimo per aiutare il bambino a costruire la fiducia in se stesso.

Possiamo invece nominare di continuo le cose, fare domande che stimolino la curiosità e utilizzare l’osservazione per vedere ciò che il bambino è già in grado di padroneggiare e su cosa si sta ancora esercitando.

L’unica occasione in cui oggi mi sentirei di interrogare un bambino è se fossi sicura al 100% che sappia la risposta e non stia nella pelle all’idea di dirmela. Se, per esempio, avesse individuato tutto da solo degli oggetti di colore blu, potrei indicare qualcosa di blu e chiedere: “Di che colore è questo?”. Sarebbe felicissimo di gridare “Blu!”, il che avviene di solito verso i 3 anni.

4. Riporre l’attività quando è terminata

Quando il bambino ha finito con un’attività, possiamo incoraggiarlo a rimetterla al suo posto sullo scaffale. Questa abitudine enfatizza il fatto che esista un inizio, un centro e una fine per ciascun compito.

Rimettere le cose al loro posto speciale sullo scaffale dà all’ambiente un senso di ordine e calma.

Con i più piccoli, possiamo prima dare l’esempio e far vedere qual è il posto di ogni cosa, presentando il mettere a posto come parte finale dell’attività. In seguito, si può iniziare a lavorare insieme al bambino per riportare gli oggetti sullo scaffale, magari loro portano una cosa e noi un’altra. Ancora dopo, facendo leva su questa base, li incoraggeremo a rimettere a posto da soli, per esempio picchiettando sullo scaffale dove vanno riposti gli oggetti. Piano piano, li vedremo rimettere sempre più a posto da soli.

Forse non lo faranno tutti i giorni, così come noi non abbiamo voglia di cucinare tutti i giorni. Anziché insistere che lo facciano, potremmo dire: “Vuoi che lo faccia io? Va bene, io porto questo e tu quest’altro.”

Anche i bambini più grandicelli potrebbero aver bisogno di aiuto, frazionando il compito in parti ben gestibili: “Rimettiamo prima a posto le costruzioni, poi lavoreremo sui libri!”

Se sono passati all’attività successiva, di solito non interrompo la loro concentrazione.
Rimetto a posto da sola l’attività, dando l’esempio al bambino di cosa fare la volta successiva. Potrebbero vederci mentre lo facciamo forse solo con la coda dell’occhio o anche assorbire in modo inconscio i nostri gesti.

5. Dare l’esempio, dare l’esempio, dare l’esempio

I nostri bambini imparano tantissimo osservando noi e le persone attorno a loro. Perciò potremmo riflettere in che modo un bambino piccolo potrebbe riuscire nel suo compito e dargli il nostro esempio: spingere sotto il tavolo la sedia con due mani, evitare di sederci su un tavolino o uno scaffale bassi e portare solo una cosa alla volta.

6. Consentire qualsiasi uso dei materiali ma interrompere quelli inappropriati

Un bambino esplorerà le attività in modi diversi (e spesso che non ci aspettiamo). Non vogliamo limitare la sua creatività intervenendo per correggerlo. Se non procura danno ai materiali, a se stesso o a chiunque altro, allora non c’è nessun bisogno di interromperlo.

Potremmo forse appuntarci mentalmente di mostrargli il loro utilizzo un’altra volta; se, per esempio, un bambino sta usando un annaffiatoio per riempire un secchio, in un altro momento potremmo mostrargli come usarlo per dare l’acqua alle piante.

Tuttavia se gli oggetti vengono utilizzati in modi inappropriati, possiamo intervenire con gentilezza. Ad esempio: “Non posso farti sbattere questo bicchiere sulla finestra!”.

Dopodiché faremo vedere che i bicchieri servono per bere, oppure mostreremo un’attività che gli permetta di usare quell’abilità, magari battendo su un tamburo o facendo una piccola attività con chiodo e martello.

7. Modificare per raggiungere il loro grado di capacità

Saremo in grado di modificare un’attività per renderla più facile o difficile. Se il nostro bambino fa fatica a inserire le forme negli appositi incastri, possiamo tenere solo le forme più facili (per esempio il cilindro) e togliere quelle più difficili; poi possiamo accrescere la difficoltà con lentezza, man mano che acquista maggiori abilità.

Talvolta, per un bambino molto piccolo, quando ci sono meno oggetti in una serie la sua concentrazione aumenta. Nella mia classe, per esempio, di solito abbiamo da cinque a otto animali nella stalla di legno, che vengono usati tutto il tempo. Man mano che i bambini crescono si può rendere disponibile un numero maggiore di oggetti.

8. Sistemare le attività sugli scaffali dalla più semplice alla più complessa

Mettendo sugli scaffali le attività in ordine di difficoltà crescente da sinistra a destra, aiutiamo il bambino a passare dalle attività più semplici a quelle più difficili. Se per loro un’attività è troppo complicata possono tornare indietro alle precedenti.

9. Usare ciò che è disponibile

Non c’è bisogno di comprare tutti i materiali presentati in questo libro: qui si vuole solo dare un’idea dei tipi di attività che potrebbero interessare i bambini piccoli. Attività simili possono essere realizzate a partire da ciò che già si possiede in giro per casa.
Ecco alcuni esempi:
  • se vostro figlio è interessato al modo in cui le monete cadono in una fessura, anziché comprare un salvadanaio potreste ritagliare una fessura stretta in una scatola da scarpe e offrire al bambino dei grandi bottoni da infilarci dentro;

  • se invece è interessato a infilare, potrebbe infilare penne di pasta crude in un laccio da scarpe con un grosso nodo in fondo;

  • se adora aprire e chiudere, raccogliete vecchi barattoli e sciacquateli in modo che possa esercitarsi a togliere e mettere il coperchio. Usate vecchi borsellini o portafogli con chiusure diverse e nascondeteci dentro oggetti divertenti da scoprire.


10. Attenzione alle parti minute e agli oggetti taglienti

Le attività Montessori spesso comprendono oggetti con piccole parti, o anche coltelli e forbici. Queste attività dovrebbero essere sempre supervisionate; non è necessario stare addosso al bambino, basterà osservarlo con calma per accertarsi che questi oggetti vengano usati in modo sicuro.

IL BAMBINO PICCOLO MONTESSORI
IL BAMBINO PICCOLO MONTESSORI
Simone Davies
Crescere un essere umano curioso e responsabile.La guida per trasformare la vita con i bambini piccoli in momenti ricchi di curiosità, apprendimento, rispetto e scoperta.Con centinaia di idee pratiche. È ora di cambiare il modo in cui guardiamo ai bambini piccoli.Utilizzando i principi educativi di Maria Montessori, Simone Davies ci mostra come trasformare la vita con i vivacissimi bambini piccoli in momenti appaganti per tutti e ricchi di curiosità, apprendimento, rispetto e scoperta.Con centinaia di idee pratiche per ogni aspetto della vita con i piccoli, il libro Il bambino piccolo Montessori vi spiegherà come: mantenere la compostezza quando vostro figlio non ci riesce e stabilire limiti con amore e rispetto; organizzare la casa e liberarsi del caos; creare attività Montessori adatte a bambini da uno a tre anni; crescere bambini curiosi e desiderosi di imparare, che amino esplorare il mondo che li circonda; vedere il mondo attraverso gli occhi del bambino piccolo e restarne sorpresi e deliziati. Spero che gli insegnamenti della mia bisnonna trovino il modo di entrare in ogni famiglia attraverso questo bellissimo libro, fonte di ispirazione e ricco di consigli pratici.Carolina Montessori Conosci l’autore Simone Davies è un’insegnante Montessori dell’AMI (Association Montessori Internationale), ed è anche autrice di The Montessori Notebook, il popolare blog e profilo Instagram in cui offre consigli, risponde a domande e organizza laboratori online per i genitori di tutto il mondo.Nata in Australia, vive ad Amsterdam con la sua famiglia, dove organizza corsi genitori-figli nella sua scuola Montessori, la Jacaranda Tree.