seconda parte

Stabilire limiti:
aiutare il bambino ad essere
responsabile

La cooperazione può essere coltivata senza ricorrere a minacce, ricompense e punizioni.
Tuttavia se il bambino ancora non collabora, allora è il momento di imparare a stabilire dei limiti.

È la parte più difficile del prendersi cura di un bambino piccolo alla maniera Montessori.
Vogliamo dargli la massima libertà possibile di esplorare, affinché resti curioso, ma entro limiti che lo tengano al sicuro, che gli insegnino a rispettare gli altri e che ci consentano di stabilire i nostri confini.

In Olanda ho notato che gli olandesi sembrano farlo in modo molto naturale (parlando in generale, s’intende). Non vedo molti genitori olandesi o persone che si occupano dei bambini ingaggiare battaglie o avere scambi che finiscono con l’adulto che sgrida e rimprovera il bambino. Di tanto in tanto, vedo bambini che piangono sul retro delle biciclette dei loro genitori, ma i genitori restano calmi, continuano ad andare dove devono andare e offrono parole di conforto al bambino.

Vi mostrerò in che modo si possa fare, così da stabilire limiti in modo rispettoso per il bambino e il resto della famiglia.

Ci vorrà un po’ di pratica. È come se stessimo imparando un nuovo linguaggio. Può essere più facile impararlo se siamo in grado di avere aiuto da altre persone che crescono i propri figli in modo analogo, così da sostenersi a vicenda e parlare dei momenti difficili.

Quando sbagliamo, possiamo sempre ricordarci l’un l’altro che stiamo facendo del nostro meglio e utilizzare l’occasione come un’opportunità per chiedere scusa al bambino.

STABILIRE LIMITI VA BENE

Quando i miei figli erano piccoli, credevo che il mio compito fosse solo quello di renderli felici. A dire il vero, questa era la parte facile. Come genitori, siamo qui per aiutarli con tutto quello che con la vita gli piomberà addosso: esserci per festeggiare con loro, per aiutarli ad affrontare i momenti di delusione e dolore, il buono e il cattivo.

Talvolta è necessario porre dei limiti: per tenerli al sicuro, per mostrare loro cosa sia il rispetto, per intervenire quando non stanno facendo una buona scelta, per aiutarli a diventare esseri umani responsabili.

Stabilire limiti può sembrare difficile, i nostri figli non ne sono felici, eppure, quando li stabiliamo in modo amorevole e fiducioso, imparano a capire che abbiamo a cuore il loro interesse e il nostro legame affettivo con loro si rafforza ancora di più.

Le difficoltà ci aiutano a crescere. Aiutano a crescere anche i nostri figli, ed è bellissimo che sappiano che li amiamo anche quando fanno i capricci, ci tirano i capelli o rifiutano di vestirsi.

STABILIRE LIMITI CHIARI

STABILIRE LE REGOLE FONDAMENTALI IN CASA
I bambini, soprattutto quelli piccoli, hanno bisogno di ordine. Devono sapere cosa aspettarsi, amano la prevedibilità e la coerenza. Vogliono sapere che i genitori li terranno al sicuro e avranno cura di loro, che riceveranno la stessa risposta sia che i genitori abbiano dormito tutta la notte, sia che il fratellino appena nato li abbia svegliati ogni ora.

È una buona idea avere poche regole importanti per tutta la famiglia. Con troppe regole sembrerà una dittatura, ma è utile avere qualche regola semplice e chiara per stare tutti al sicuro e vivere in pace con gli altri (proprio come nella società più vasta esistono regole concordate e leggi per la convivenza civile).

Quanti di noi hanno già alcune regole di base in casa? Magari attaccate al frigorifero?
O forse una lista di valori familiari incorniciata sulla parete del soggiorno? O anche solo regole discusse fra gli adulti della famiglia?

Quando faccio questa domanda ai genitori che partecipano ai miei laboratori, scopro che la maggior parte dei partecipanti non ha alcuna regola fondamentale. Il che significa che la maggior parte improvvisa sul momento. In questo modo può risultare difficile conservare la memoria delle scelte, per noi e tanto più per il bambino. Immaginate se cambiassero le regole per i semafori e qualche giorno la luce rossa significasse “stop” e altri “vai”. Nessuna meraviglia che al bambino arrivino messaggi confusi quando cambiamo idea.

Ecco alcuni suggerimenti per regole da usare a casa, modificabili in base a ciò che può funzionare per ciascuna famiglia.

Esempi di regole fondamentali in famiglia
  • Siamo gentili gli uni con gli altri. Il che significa che anche se siamo in disaccordo non ci facciamo male fisicamente né ci prendiamo in giro; questo insegna al bambino a rispettare se stesso e gli altri.

  • Ci sediamo per mangiare. È una regola pratica che impedisce di spargere il cibo per tutta casa. Ricorda anche alle persone che mangiare è un’occasione sociale e non mangiamo e giochiamo allo stesso tempo.

  • Si contribuisce alla cura della casa. Non importa quanti anni abbiamo, ciascuno aiuta per casa e il suo aiuto è prezioso.

  • Si gioca a fare la lotta per mutuo consenso. Sono paroloni per i bambini piccoli ma possono capire il significato. Se qualcuno dice “basta!” vuol dire che non si diverte più e il gioco deve finire.

Queste regole gettano fondamenta che possono sempre essere rivisitate. Potrebbe rivelarsi necessario modificarle man mano che i bambini crescono. Non nel mezzo di una discussione, però. L’ideale sarebbe in un momento neutrale e pianificato.

AGITE DI CONSEGUENZA CON GENTILEZZA E CHIAREZZA

Se lo dici, ci credi. Se ci credi, agisci di conseguenza con gentilezza e chiarezza.

Jane Nelsen, Positive Discipline: The First Three Years


Se, nonostante i nostri migliori sforzi per lavorare d’accordo con il bambino, lui si rifiuta di collaborare, allora agiamo di conseguenza con un’azione gentile e chiara.

Mettiamo che non voglia cambiarsi il pannolino, che lanci il cibo o che non voglia lasciare il parco. A questo punto offriamo un riconoscimento ai suoi sentimenti ma agiamo di conseguenza. Siamo noi la guida, una guida rispettosa.

Lo tocchiamo con gentilezza se è necessario tenerlo; lo prendiamo in braccio se dobbiamo, dando una breve spiegazione mentre cambiamo il pannolino, lo aiutiamo a riportare il piatto in cucina o andiamo via dal parco. Stabiliamo limiti chiari in modo amorevole per il nostro bambino.

Logico e appropriato
Le conseguenze dovrebbero essere collegate in modo diretto al comportamento; i bambini piccoli non riescono a seguire la logica se il collegamento non è diretto. Non ha senso per loro che se non ascoltano, più tardi non potranno andare al parco o non avranno il gelato.

Una volta, su un aeroplano, ho sentito un papà che diceva al figlio: “Se non ti comporti bene, giriamo l’aeroplano e torniamo a casa!”, una minaccia davvero difficile da mandare a segno.

Oppure, “Niente stickers, sul serio!”: è solo un ricatto.

Invece, si possono trovare conseguenze logiche. Se per esempio il bambino ha tirato la palla dentro casa e noi gli avevamo chiesto di fermarsi, una conseguenza logica potrebbe essere quella di togliere la palla e farlo riprovare più tardi.

Voglio condividere un aneddoto di quando i miei figli erano un po’ più grandicelli, ma che comunque è un chiaro esempio di una reazione conseguente e logica.

Avevano circa 7 e 8 anni e sedevano nella bakfiet (una bicicletta che si usa qui in Olanda dove c’è un carrellino frontale con spazio sufficiente per far stare seduti fino a 4 bambini). Erano arrabbiati e invadevano l’uno lo spazio personale dell’altro; avevano iniziato a calpestarsi i piedi ed era difficile per me concentrarmi sulla guida, perciò gli ho chiesto di smetterla. Quando hanno continuato, con calma ho accostato la bicicletta a lato della strada e ho chiesto loro di scendere. Avremmo camminato finché non fossero stati pronti a sedere tranquilli nella bici.

È stato difficile mantenere il punto in modo gentile e chiaro, i bambini all’inizio erano molto arrabbiati, ma ho conservato un tono di voce pacato: “Sì, vi innervosisce molto dover scendere dalla bici”. Piano piano si sono calmati e dopo aver camminato per un po’, gli ho chiesto se erano pronti a provare di nuovo. Non ricordo che da allora si siano mai più pestati i piedi nella bakfiet.

Esprimere il limite in modo chiaro
Mi sento più a mio agio quando stabilisco un limite con un linguaggio del tipo: “Non posso permetterti di…” o “Ho intenzione di…”. È un modo chiaro che rivendica il mio ruolo di genitore, ed è rispettoso sia per il bambino, sia per me. Possiamo anche assicurarci che abbia sentito andandogli vicino e scendendo alla sua altezza.
  • “Non posso permetterti di prendere questo gioco dalle sue mani, userò le mie mani gentili per allontanare le tue.”

  • “Non posso permetterti di fare male al bimbo, ora vi separo.”

  • “Voglio mettere un cuscino qui per proteggerti, così non ti fai male.”

  • “Ora ti metto giù, se hai bisogno di mordere puoi mordere questa mela.”


Non è necessario spiegare il limite ogni volta
Una volta che il bambino è a conoscenza del limite, non c’è bisogno di rispiegarlo sempre da capo.

Mettiamo, per esempio, che nostro figlio lanci del cibo a ogni pasto e che ci ritroviamo ogni volta a dire sempre le stesse cose: che non possiamo permettergli di lanciare il cibo, che il cibo è per essere mangiato, e così via. Non è necessario impelagarsi in una negoziazione o dare molte alternative.

Se il comportamento continua, è bene parlare meno e passare a qualche azione gentile ma chiara. Potremmo dire: “Vedo che hai finito di mangiare, il piatto va in cucina!” (si veda pag. 146 per suggerimenti in un caso del genere).

Limiti per la sicurezza
Se il piccolo fa qualcosa di pericoloso, dobbiamo intervenire e allontanarlo dal pericolo.
“Questa è una delle volte in cui dico no!”: in caso di pericolo, questa frase aiuta a catturare la sua attenzione.

Alcune delle cose che considero pericolose: toccare qualcosa di bollente, avvicinarsi a una presa elettrica, correre per strada, allontanarsi troppo per strada da solo, arrampicarsi vicino a una finestra.

Prendetelo in braccio, dite: “No, questo non posso fartelo toccare!” e allontanatelo dalla zona pericolosa.

Se continua a tornare indietro ci sarà bisogno di ripeterlo ancora, e in tal caso è meglio pensare a modificare l’ambiente per rimuovere o nascondere il pericolo. Posizionate una scatola sopra la presa, spostate un divano di fronte a dei fili elettrici o spostate la vetrinetta in una stanza che abbia una chiave.

Se il bambino ride
È difficile che rida mentre stabiliamo un limite, ma è comunque il caso di proseguire con gentilezza e chiarezza nella nostra azione; forse è abituato a vederci reagire, restate invece calmi e dite qualcosa come: “Vuoi divertirti proprio adesso ma io non posso lasciarti far male a tuo fratello!”

IL BAMBINO PICCOLO MONTESSORI
IL BAMBINO PICCOLO MONTESSORI
Simone Davies
Crescere un essere umano curioso e responsabile.La guida per trasformare la vita con i bambini piccoli in momenti ricchi di curiosità, apprendimento, rispetto e scoperta.Con centinaia di idee pratiche. È ora di cambiare il modo in cui guardiamo ai bambini piccoli.Utilizzando i principi educativi di Maria Montessori, Simone Davies ci mostra come trasformare la vita con i vivacissimi bambini piccoli in momenti appaganti per tutti e ricchi di curiosità, apprendimento, rispetto e scoperta.Con centinaia di idee pratiche per ogni aspetto della vita con i piccoli, il libro Il bambino piccolo Montessori vi spiegherà come: mantenere la compostezza quando vostro figlio non ci riesce e stabilire limiti con amore e rispetto; organizzare la casa e liberarsi del caos; creare attività Montessori adatte a bambini da uno a tre anni; crescere bambini curiosi e desiderosi di imparare, che amino esplorare il mondo che li circonda; vedere il mondo attraverso gli occhi del bambino piccolo e restarne sorpresi e deliziati. Spero che gli insegnamenti della mia bisnonna trovino il modo di entrare in ogni famiglia attraverso questo bellissimo libro, fonte di ispirazione e ricco di consigli pratici.Carolina Montessori Conosci l’autore Simone Davies è un’insegnante Montessori dell’AMI (Association Montessori Internationale), ed è anche autrice di The Montessori Notebook, il popolare blog e profilo Instagram in cui offre consigli, risponde a domande e organizza laboratori online per i genitori di tutto il mondo.Nata in Australia, vive ad Amsterdam con la sua famiglia, dove organizza corsi genitori-figli nella sua scuola Montessori, la Jacaranda Tree.