Riflessioni conclusive sul periodo 0-3

Iempo addietro un’educatrice montessoriana obiettava che non si dovrebbe parlare di “Nidi Montessori”, in quanto questo nome sarebbe specifico delle Case dei Bambini e delle Scuole, identificabili da un caratteristico complesso di oggetti, materiali, proposte di attività.


La discussione si fece accesa perché, in realtà l’obiezione non ha molto senso: se c’è un aspetto che Maria Montessori ha costantemente portato avanti, è l’aver osservato e studiato i bisogni di un determinato periodo di sviluppo (o piano) per rispondere ad essi in modo adeguato, si tratti di un neonato o di un adolescente.


Sembra ovvio che l’ambiente proposto per la Casa dei Bambini si modifichi profondamente quando si passa alla scuola elementare o alla media per adeguarsi ai nuovi bisogni dell’età (anche se molte volte questo non si realizzi). E il Nido?


Il luogo per i più piccoli non può apparire come una Casa dei Bambini diluita, con spazi e oggetti non appositamente studiati e nemmeno essere dichiarata Montessori solo perché si danno ai bambini i materiali sensoriali più semplici.

Secondo l’ormai lunga esperienza del CNM, il periodo zero-tre anni ha caratteristiche sue proprie, diversissime da quelle successive come ritmi, interessi, modi di agire, periodi sensitivi, desideri, capacità di assorbimento, ricerca indipendente di oggetti utili alle proprie esperienze.

È questo specifico che richiede uno studio particolarmente accurato e approfondito, come del resto è stato capito e valorizzato presso altre scuole di pensiero32 . Che cosa caratterizza dunque la dimensione educativa propriamente montessoriana di questo lavoro con i neonati e con i bambini prima dei 3 anni.

Riassumiamo:

  • l’osservazione delle peculiarità individuali, non per esprimere valutazioni interpretative o diagnosi, ma per trarne indicazioni di relazione e di cura;
  • la preparazione dell’educatrice a seguire ogni aspetto della diversità e delle originalità individuali;
  • l’attenzione alla globalità della persona contro ogni divisione astratta del tipo soma e psiche, nutrimento e sensorialità, parola e movimento, imparare e giocare e così via;
  • l’accurata preparazione dell’ambiente secondo le crescenti possibilità di essere attivo e autonomo, per consentire i vari aspetti integrati di ogni azione infantile; quindi, da subito, favorire la libera scelta e la presa diretta dell’oggetto scelto senza intermediari di sorta, studiando le opportune varianti di ogni tipo di attività che i piccoli mostrano di prediligere (infilare e sfilare; aprire e chiudere, riempire e vuotare e così via) e le relative possibilità di autocontrollo che sono precocissimil rispetto e il non intervento di fronte a ogni ripetizione spontanea di un’azione – dal solo guardare all’agire – a ogni segnale di concentrazione, di indipendenza;
  • la valutazione “in concreto” della capacità sensoriali e relazionali, oggi chiamate “competenze”, non sempre valorizzate e rispettate nelle loro minime manifestazioni attraverso una sapiente organizzazione ambientale.

A tre anni un bambino, cresciuto in tale clima di attenzione, è in grado di seguire facili regole di convivenza e di rispetto nell’uso degli oggetti; mostra già di sapersi assumere piccole responsabilità nel riordino o nell’apparecchiare la tavola; manifesta segni di indipendenza personale nell’uso del vestiario e della cura di sé, di ricerca creativa nell’uso di materiali strutturati e non, di significative capacità sociali.


Linguaggio e movimento, assi portanti dello sviluppo, sono perfezionati e già molto ricchi: – se il bambino si è costruito nella pace dei rapporti e nella soddisfazione delle attività – sa fare di essi un uso responsabile.

Ora è pronto per un perfezionamento ulteriore.

MONTESSORI: PERCHÉ NO?
MONTESSORI: PERCHÉ NO?
Grazia Honegger Fresco
Una pedagogia per la crescita.Che cosa ne è oggi della proposta di Maria Montessori in Italia e nel mondo? Un testo fondamentale, corretto, ampliato e riproposto a distanza di anni, per chiunque si interessi alla vita e alle opere di Maria Montessori. Montessori: perché no? è un testo fondamentale per chiunque si interessi alla vita e alle opere della celebre pedagogista. Sull’onda del recente rinnovato interesse per la figura e il pensiero di Maria Montessori, il testo, già edito da Franco Angeli in 7 edizioni ed esaurito da anni, è stato curato da Grazia Honegger Fresco, corretto e ampliato con uno scritto della stessa Montessori relativo all’Educazione Cosmica e uno sull’apprendimento della nostra lingua per adulti migranti. Il bambino che ha sentito fortemente l’amore all’ambiente e agli esseri viventi, che ha trovato gioia ed entusiasmo nel lavoro, ci fa sperare che l’umanità possa svilupparsi in un senso nuovo. La nostra speranza per la pace futura non risiede negli insegnamenti che l’adulto può dare al bambino, ma nello sviluppo normale dell’uomo nuovo.Maria Montessori Conosci l’autore Grazia Honegger Fresco (Roma, 6 Gennaio 1929 - Castellanza, 30 Settembre 2020), allieva di Maria Montessori, ha sperimentato a lungo la forza innovativa delle sue proposte nelle maternità, nei nidi, nelle Case dei Bambini e nelle Scuole elementari. Sulla base delle esperienze realizzate con i bambini e i loro genitori, ha dedicato molte delle sue energie alla formazione degli educatori in Italia e all'estero.È stata presidente del Centro Nascita Montessori di Roma dal 1981 al 2003 e ne è stata Presidente onorario. È stata consulente pedagogica di AMITE (Associazioni Montessori Italia Europa) e nel 2008 ha ricevuto il premio UNICEF-dalla parte dei bambini.Ha pubblicato numerosi testi di carattere divulgativo.