Allattamento e cibo complementare

Per un neonato non esiste alimento più importante e nutriente del latte materno; per i primi sei mesi di vita il latte della mamma contiene tutto quello che serve, è sempre pronto, non costa niente, è ecologico e a km zero.
In realtà il bambino non succhia solo latte, ma si nutre anche di odori, di suoni e di sguardi; quello che mangia non è solo cibo, e durante la poppata sperimenta una relazione significativa, che sazia e soddisfa pienamente.
È importante che il neonato si alimenti a richiesta, quando ne sente il bisogno; egli è capace di regolare da solo anche la quantità che gli serve.
Nel caso di un’alimentazione con latte artificiale vale la stessa regola: aspettare che sia il bambino a chiedere di succhiare, rispettando nelle quantità la sua capacità di autoregolazione e ricordando che anche con il biberon c’è bisogno di contatto, di sguardi e di parole.
La poppata è un’esperienza ‘esistenziale’; per questo non andrebbe delegata, ma riservata alle persone significative per il bambino.
Il primo latte, chiamato colostro, è proprio quello che serve al bambino nei primi giorni; è molto digeribile, non contiene grassi, e per questo richiede assunzioni molto frequenti. È ricco di anticorpi che favoriscono la maturazione dell’intestino e la difesa dalle infezioni.
Il latte successivo, più bianco e grasso, mantiene una prevalenza di zuccheri (necessari allo sviluppo del cervello) e proprio per questo il ritmo delle poppate deve essere frequente.
I bisogni nutrizionali della specie umana richiedono che il bambino resti a stretto contatto con la mamma o con la figura principale di accudimento. Stare vicino o in braccio, per un neonato, non è un vizio ma un vero bisogno; è per questo che urla ad alta voce ogni volta che si sente abbandonato o lontano da chi può proteggerlo.
Dopo il sesto mese l’allattamento viene affiancato da una nuova importante esperienza: l’assunzione di altri cibi, con sapori, colori e consistenze variabili, da deglutire anziché succhiare.
Se il bambino riesce ad accettare una proposta per lui così strana, è solo perché si fida di chi gliela propone, oppure perché la vive come un nuovo gioco da fare insieme, per il piacere di imitare quanto fanno mamma e papà.
Evitiamo di forzare questo passaggio così delicato dello sviluppo, manteniamolo nella casella delle cose piacevoli.
Non preoccupiamoci se il bambino sporca: questa esperienza oltre che dalla bocca passa anche dalle mani. Procuriamoci tanto tempo e tanta pazienza: è questo il vero slow food.

Neopapà è facile!
Neopapà è facile!
Giorgia Cozza
Suggerimenti per vivere con serenità l’attesa, la nascita e i primi mesi con il bambino.Una piccola guida che unisce il rigore dell’informazione scientifica all’immediatezza di brevi testi e simpatiche vignette: una formula originale per informare, sostenere, ma anche, perché no­, regalare un sorriso a chi la riceve. Se stai per diventare papà e hai le idee poco chiare su quello che ti aspetta.Se sei appena diventato papà e quello che tieni in braccio ti sembra venuto da un altro pianeta.Se ti hanno detto che un bambino piccolo ha bisogno solo della mamma, ma tu credi invece che un papà non tolga nulla e aggiunga molto.Se la nascita di un figlio ti sembra un’esperienza tra le più profonde e sconvolgenti della vita.Se per te crescere un figlio richiede la stretta collaborazione di due persone che si amano. Se sei uno di questi uomini, questo Neopapà è facile! è stato scritto per te, per aiutarti a riflettere e sostenere il tuo cammino nell’avventura della paternità. Con tanti consigli pratici firmati dal pediatra e neonatologo Alessandro Volta e simpatiche vignette. Conosci l’autore Alessandro Volta, pediatra e neonatologo, è padre di tre ragazzi e di una bambina in affido.È responsabile dell’assistenza neonatale negli ospedali di Scandiano e Montecchio Emilia e membro della Commissione Nascita dell’Emilia Romagna.Cura il sito www.vocidibimbi.it.