capitolo vi

Voce che fa bene:
quando una storia ti aiuta

Io non ho mai avuto una tristezza che un’ora di lettura non abbia dissipato.

Charles Louis Montesquieu

Il vero valore di un libro è determinato solo in relazione alla quantità di luce che porta nella vita di chi lo legge.

Eliane Moss

Leggere un libro per il nostro bambino è un gesto d’amore. La lettura condivisa è un’opportunità per stare insieme, dedicandosi ad un’attività molto piacevole. I libri sono porte per altri mondi, ci svelano luoghi e tempi lontani, a volte mai esistiti. Ma non solo. I libri possono essere anche dei validi alleati per affrontare un momento difficile, per prepararsi a vivere serenamente un cambiamento importante o un problema passeggero, per risolvere una paura o capire meglio la realtà.

Un appuntamento rassicurante

Le storie, i racconti sono ‘strumenti’ a vostra disposizione, medicine naturali ed efficaci.

Carmen Valentinotti


Il primo modo in cui la lettura condivisa favorisce la serenità del bambino è rassicurandolo. La consuetudine in sé, il rituale della lettura quotidiana, che si ripete giorno dopo giorno in determinati momenti della giornata, ha un effetto rassicurante. Per il bambino è una costante riconferma di un fatto per lui importantissimo: la mamma e il papà lo amano e hanno tempo per lui.


Naturalmente un genitore dimostra il proprio amore per il suo bambino in mille modi e in mille momenti, ma sappiamo che la lettura condivisa è uno strumento potente per riaffermare questa semplice quanto vitale verità: “Ti vogliamo bene”.


E quando il bimbo è in difficoltà, perché non sta bene o perché si trova ad affrontare una situazione che lo turba o lo spaventa, ecco che la voce che lo ha coccolato, cullato, accompagnato sin dalla nascita (anzi, da prima), rivela anche il suo potere curativo e diventa voce che fa bene, che aiuta a superare ogni ostacolo confermando al bambino che la mamma e il papà ci sono e che può contare su di loro.


La voce che fa bene lenisce il dolore, allevia la paura, incoraggia a trovare dentro di sé la forza e l’entusiasmo per affrontare il nuovo.


È una voce che consola e allo stesso tempo aiuta a capire meglio la realtà e noi stessi, è una voce che dà un volto ai timori del bambino e lo autorizza a farsi voce a sua volta, per esprimere quello che pensa, prova e desidera.

Libri per i grandi e libri per i piccoli

I libri possono rivelarsi preziosi alleati di genitori e figli in due modi.

Ci sono libri che, destinati agli adulti, permettono al genitore di chiarirsi le idee, comprendere meglio i bisogni e le paure del loro bambino in determinate situazioni (è vero che la mamma è la migliore esperta perché nessuno conosce il suo bambino come lei, ma a volte qualche conferma che giunge da un buon libro aiuta) e sperimentare le soluzioni che meglio rispondono alla propria realtà familiare. Qualche esempio. Se i neogenitori sono alle prese con le prime notti insonni, un manuale che spieghi la fisiologia del sonno del neonato può aiutarli a calibrare le proprie aspettative e, rassicurati sulla normalità della situazione, affrontare i risvegli notturni con maggior serenità. A volte l’utilità di un libro è quella di incoraggiare i genitori a fidarsi di se stessi e delle proprie intuizioni.


Se invece c’è un nuovo bimbo in arrivo, un libro sull’argomento può essere utile per capire meglio quali sono le paure e le sensazioni del primogenito.


E poi ci sono libri che parlano direttamente ai bambini. Libri che affrontano specifici argomenti, a cui possiamo ricorrere nei momenti di bisogno. Ci sono storie adatte alle diverse fasce d’età che toccano ogni argomento: le paure, la malattia, la nascita di un fratellino, l’inizio della scuola. Libri illustrati che aiutano il bambino a capirsi meglio e che presentano possibili soluzioni o aiutano il piccolo lettore a trovarla da sé, la soluzione più giusta per lui. Può capitare che i suggerimenti contenuti in un libro per l’infanzia, tornino utili anche ai genitori.


Infine ci sono libri che aiutano grandi e piccoli allo stesso tempo. Sono quei libri che affrontano temi difficili (come il divorzio dei genitori, la malattia, la morte), e offrono una risposta ai ‘grandi perché’, a quegli interrogativi che un figlio pone in varie fasi della crescita e a cui non sempre è facile dare una risposta!

Quando la lettura semplifica la vita

I migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo senza chiedere nulla.

Tiziano Terzani


La lettura condivisa può semplificare (e di molto) la routine quotidiana con un bambino. Un libro può calmare gli animi in una ‘giornata no’, può intrattenere il bimbo in una situazione potenzialmente noiosa, può saziare il bisogno di attenzioni in esclusiva quando la mamma rientra dal lavoro, può trasformare in una vacanza il riposo forzato di un’influenza…

Per una nanna serena

È uno dei rituali serali più graditi ai bambini di ogni età. Superati i primi mesi di vita, quando il piccolo si addormenta al seno della mamma, cullato dalle sue braccia o rassicurato dalla sua vicinanza, la lettura di un libro può dapprima accostarsi a queste modalità e poi a poco a poco diventare il rito ‘ufficiale’ della buonanotte.


Che bello aspettare la mamma o il papà sotto le coperte, con un libro pronto sul comodino, e chiudere una lunga giornata ascoltando la loro voce e lasciandosi cullare dalle gesta di eroi, maghi e principesse. O, ancora, che momenti indimenticabili, quelli in cui il genitore fa rivivere la sua storia preferita e rileggendo permette al bambino di rincontrare volti, nomi e atmosfere tanto amate.

Per il bimbo, il bambino e il ragazzino è un modo di addormentarsi davvero piacevole.


Per i genitori, oltre ad essere un appuntamento piacevole, è anche un bell’aiuto! Molti bambini che alla sera non avrebbero affatto voglia di interrompere le proprie attività e andare a letto, si preparano più volentieri per la nanna (e quindi sono necessarie meno ‘sollecitazioni’), grazie al pensiero della lettura serale.


La luce tenue dell’abat-jour, la voce quieta del genitore (meglio riservare eventuali letture animate con voci diversificate, toni concitati, versi e suoni ad altri momenti della giornata!), la serenità della situazione accompagnano il bambino nel sonno e fanno sì che si addormenti felice!

Ritrovarsi con un libro

Quando si ha un bimbo molto piccolo, separarsi da lui per recarsi al lavoro non è sempre facile. Anzi. Per quanto la nostra attività professionale possa essere soddisfacente, il distacco comporta una serie di sensazioni con cui dobbiamo venire a patti. Stare lontani, magari per diverse ore, è faticoso. Il nostro bambino ci manca. E c’è la preoccupazione relativa al suo benessere: starà bene senza di noi? E se dovesse cercarci mentre non ci siamo? E se piangerà? Tante domande che sono comuni, tante preoccupazioni destinate a sciogliersi come neve al sole quando torniamo a casa e il nostro piccolo ci accoglie con uno dei suoi magnifici sorrisi o ci corre incontro con il suo passo traballante (cosa che non avviene sempre, sia chiaro, ma quando succede sicuramente è un balsamo per lo spirito).


Per ritrovarsi e fare il ‘pieno’ di vicinanza affettiva e fisica, alcune coppie mamma-bambino si concedono una bella poppata. Per i bimbi che non ciucciano o hanno smesso, ci sono tante coccole, abbracciati sul divano. Ma quando il bimbo è un po’ più grandicello, spesso è la lettura a coronare questo momento. Bastano un paio di libretti illustrati, in posizione da lettura condivisa (ovvero con il bimbo sulle ginocchia della mamma o seduto vicino vicino a lei) e si ha l’impressione di recuperare il tempo trascorso stando lontani. Per la mamma è un momento di relax, per il bimbo è un momento di attenzione esclusiva, in cui ha la mamma tutta per sé.


Qualche minuto dedicato a lui, quando la mamma torna a casa o lui arriva dall’asilo, è davvero un’esigenza per il bambino. Se la mamma si occupa prima di altre faccende, molto probabilmente il piccolo cercherà di attirare la sua attenzione, moltiplicando i tentativi e, spesso, interferendo con l’attività a cui la madre avrebbe voluto dedicarsi.


Può essere molto più pratico leggere qualcosa insieme e poi, saziato il bisogno di mamma del piccolo, occuparsi della cena o delle altre faccende domestiche!


  • Un rimedio anti-stress

Certe giornate sono proprio lunghe. Si comincia a correre al suono della sveglia e ci si divide tra mille impegni (il lavoro, la casa, la spesa, il bimbo da ‘ritirare’ da scuola o da accompagnare al corso tal-dei-tali), mentre il tempo da dedicare a noi stessi e al nostro bambino è davvero poco. Anche a sera, quando si torna a casa, ci sono ancora tante incombenze da svolgere… Ecco, è in queste situazioni che una pausa-libro può davvero rivelarsi un toccasana.


Lasciamo perdere per dieci minuti la cena da cucinare e la casa da riordinare e proponiamo al nostro bambino di scegliere un libretto, poi accoccoliamoci in una posizione confortevole, vicini vicini a lui e via… Tiriamo il fiato e prendiamoci il nostro tempo! Quando ci sembra che il tempo ci sfugga, quando ci sembra di non averne abbastanza… Facciamolo fruttare dedicandoci qualche momento di relax.

Lettura ‘tranquillizzante’

Dopo un pomeriggio di giochi molto vivaci, corse e capriole, una pausa lettura, seduti sul divano, è l’ideale per tranquillizzare l’atmosfera. Dai giochi movimentati, passando tramite il libro, si scivola in una nuova fase, pronti per svolgere i compiti a casa, per uscire a fare la spesa o per aiutare ad apparecchiare la tavola in vista della cena.


Un libro può essere un buon rimedio anche quando il bambino è particolarmente lamentoso, inquieto e poco o nulla collaborativo (in pratica, in quelle situazioni in cui il genitore rischia di perdere la pazienza)… Molto spesso il nervosismo dei bambini è dovuto alla stanchezza, un sonnellino mancato o durato troppo poco, un eccesso di stimoli, una giornata particolarmente impegnativa ed ecco che il bambino può diventare difficile da gestire. In questo caso, invitare il piccolo sul divano, con qualche bel libretto, sedersi accanto a lui o prenderlo in braccio e leggere… Può aiutare lui e noi. Il bambino si rilassa, riposa un po’ e il momento di tregua gli permette di tornare a dedicarsi ai suoi giochi con maggior tranquillità.

Libri e ‘pupù’

Cosa c’entrano i libri con l’argomento ‘cacca dei bambini’? Ebbene, c’entrano moltissimo! Ci sono testi illustrati decisamente divertenti dedicati alla pupù (di bambini ma anche di cuccioli e animali vari, pupù di ogni forma, dimensione e colore) e all’uso del vasino.


Per i bimbi che faticano ad abbandonare il pannolino e per quelli che hanno qualche problema di stitichezza questi libri possono essere un toccasana. Seriamente, può capitare che il bambino ignori lo stimolo o trattenga volontariamente le feci perché non vuole fare pupù nel vasino, o perché in un’occasione ha sentito male mentre andava di corpo e ora ha paura di spingere. Il rischio è che si crei un circolo vizioso (le feci sono dure, il bimbo sente male, trattiene, e le feci sono dure anche la volta successiva) che comporta un notevole disagio – fisico ed emotivo – per il bambino.

Quando l’oggetto della difficoltà è la cacca (o l’uso del vasino), un libro che tratti l’argomento in modo buffo – mi viene in mente la talpa a cui qualcuno ‘l’ha fatta in testa’ che, basandosi sulle caratteristiche della pupù, cerca di risalite al colpevole126 o l’elefante maldestro che tenta di usare il vasino127 – può esorcizzare ansie e paure e aiutare il bambino a ‘fare pace’ con questa funzione corporale…

Accudire due o più fratellini

Accudire due o più fratellini quando sono ancora piccoli richiede una certa dose di energia e fantasia.


Se l’ultimo nato è un bebè, può capitare di non poter accogliere la richiesta del primogenito di dedicarsi a qualche gioco movimentato o di uscire per andare a fare una passeggiata, ad esempio perché il piccolo sta dormendo o perché in quel momento sta poppando.


Cosa fare per intrattenere il bambino più grande e dimostrargli che abbiamo a cuore le sue esigenze? In molti casi un bel libro è la soluzione più immediata, comoda e apprezzata.


Se invece i bambini sono un poco più grandicelli, l’offerta di leggere per loro può evitare o risolvere eventuali momenti critici in cui un fratellino vi chiede di portarlo al parco e l’altro vorrebbe giocare con le macchinine.


In genere, la lettura condivisa mette tutti d’accordo, soprattutto se il genitore assicura che leggerà il libro preferito di entrambi (o due libretti a testa, o tre… A seconda del patto che si stringe prima di iniziare).


E, ancora, la lettura è d’aiuto anche in quelle situazioni in cui la mamma vorrebbe dedicare del tempo ai suoi bimbi, ma (ammettiamolo, succede!) non ha proprio voglia di giocare a spade, pongo e gormiti. Leggendo, il genitore fa qualcosa per loro e con loro. E nello stesso tempo può rilassarsi per qualche minuto sul divano e riposare le orecchie, dato che i giochi più chiassosi, movimentati o sporchevoli, per il momento sono sospesi…

Quando il bimbo non sta bene

Cosa succedeva nella vostra famiglia quando, da bambini, vi ammalavate? Io ho il ricordo di coperte calde, mela grattugiata e una pila di libri e giornalini per terra accanto al mio letto. Quante ore trascorse a leggere…… veniva quasi voglia di prendere l’influenza più spesso!


Questo per sottolineare l’utilità del libro (e degli album da colorare, dei fumetti e degli audiolibri) quando il bambino si ammala e deve stare un po’ tranquillo. Leggendo (con mamma e papà o da soli se si è più grandicelli) non solo non ci si annoia, ma si passa il tempo in modo divertente. Se poi ci si lascia conquistare dalla storia, be’ allora all’improvviso il tempo potrebbe mettersi a volare…

Un libro per affrontare le paure

È normale che un bambino di due anni provi ansia per la separazione o paura nei confronti degli estranei, così come è altrettanto normale che un bambino di quattro o cinque anni abbia paura dei fantasmi o di altre figure della fantasia.

José Gil

La paura dei fantasmi è indubbiamente una cosa seria per un bambino.…

Marcello Bernardi

Esistono vari modi per aiutare i bambini a superare le paure: parlandone, giocando, oppure raccontando delle storie.

Anna Oliverio Ferraris


Nei primi anni di vita, la maggior parte dei bambini si trova a convivere con una serie di paure che possono rendergli davvero difficile affrontare luoghi, situazioni o particolari momenti della giornata. La paura in sé non è un male; può infatti essere un monito alla prudenza e alla cautela. Molti dei timori del piccolo sono però decisamente infondati e sono tanto forti proprio perché ancora non distingue nettamente la realtà dalla fantasia. Per questo mostri e fantasmi possono impedire a un bimbo di addormentarsi tranquillamente e il buio può spaventarlo tanto da bloccarlo all’ingresso di una stanza in cui la luce è spenta. Il motivo di tanto terrore non è reale, ma i sentimenti del bambino lo sono eccome.

“La paura è un fatto tangibile, che crea reazioni fisiologiche – scrivono Nessia Laniado e Gianfilippo Pietra ne Le grandi paure dei piccoli –. È un sentimento che non può essere negato, anche se basato unicamente su una fantasia, esiste: i battiti del cuore aumentano, la pupilla si dilata, si suda. Se pure il pericolo è presunto, nel senso che è presente solo nella testa del bambino impaurito, lo stato emotivo di apprensione è reale”128.


Per questo è fondamentale non burlarsi di lui e non minimizzare ciò che prova. Al contrario il piccolo deve avere la possibilità di esprimere i suoi timori e sentirsi compreso ed accettato. “(…) orchi, streghe, uomini neri, spettri, mostri feroci, e altri personaggi di questo tipo – scriveva Marcello Bernardi – si aggirano torvi e minacciosi nel buio intorno al letto del bimbo e si annidano per ogni dove quando egli è solo e indifeso. È inutile di solito spiegare al piccino che tutti questi individui malefici non esistono: quando lui rimarrà solo i fantasmi torneranno puntualmente a terrorizzarlo. (…) Dovrete dargli la sensazione che voi siete sempre a sua disposizione per neutralizzare ogni minaccia, per fantastica che sia”129.


La comprensione dei genitori è d’aiuto a breve, ma anche a lungo termine perché, come scrive Lawrence Shapiro, psicologo dell’infanzia: “Quando i bambini sanno di essere capiti e di poter fare affidamento sui genitori per superare gli alti e bassi della vita, sviluppano un senso di sicurezza e fiducia in se stessi che costituisce la base della loro autostima”130.

E ancora una volta, oltre a far sentire il proprio bimbo accolto e compreso, i genitori possono provare ad aiutarlo con un libro.


Per i piccolissimi, il mercato editoriale propone una ricca scelta di titoli, in cui il protagonista (bambino o animale) ha paura di qualcosa (il buio, la notte, il lupo, ecc.) e pian piano, con l’aiuto dei famigliari o degli amici, riesce a superarla.


E per i bambini più grandicelli, le fiabe tradizionali sono utili strumenti per esorcizzare la paura (la paura dell’abbandono, dell’insuccesso, della morte, ecc.): le vicende di principi orfani, bambini abbandonati, matrigne e sorellastre mettono in scena i timori, più o meno consapevoli, dei bambini, le fantasie più temibili prendono forma, hanno un nome e soprattutto, alla fine, vengono sconfitte.

  • Le paure dei più piccini

Vediamo insieme alcune delle paure più comuni in età prescolare.

Paura del buio, ci sono tanti libri che toccano questa tematica. Il genitore potrà leggerne più di uno al bimbo, affinché possa trovare quello che fa per lui, quello che meglio interpreta le sue sensazioni e che lo rassicura di più.


Paura degli animali, per scongiurare la paura si possono leggere storie in cui l’animale temuto viene presentato in modo buffo o veste i panni del protagonista positivo. Anche sfogliare insieme un’enciclopedia illustrata degli animali (sottolineando le caratteristiche più simpatiche dell’animale in questione) può essere d’aiuto per superare pian piano la paura.

Paura dei fenomeni naturali. Quello del temporale è un timore classico, tuoni, lampi e vento forte possono spaventare parecchio il bambino. Spiegare tramite semplici storie l’origine di tali fenomeni (ad esempio raccontando che la nuvoletta rosa sempre sbadata, si scontra con quell’azzurra e il risultato è il tuono) può aiutare il bimbo a capire meglio cosa succede. E naturalmente, un bel libro che abbia per protagonista una simpatica nuvoletta131 o in cui ci sia un temporale può essere d’aiuto…


Paura degli estranei. Se a spaventare è un estraneo, vedere che i propri genitori gli parlano e gli sorridono farà sentire più sicuro il bambino. Se a far paura è il medico ci si può preparare alla visita pediatrica leggendo una storia in cui il protagonista va dal dottore132.

  • Ti leggo, ti ascolto, ti sono vicino
Topo Tip sale sulle ginocchia del papà e, da quel comodo rifugio, dice beato: “Ora però non ho paura: con te e la mamma vicini, non ho paura di niente!”

da Topo Tip Che paura mamma!133

La prima necessità quando un bambino sperimenta delle sensazioni negative (ansia, angoscia, rabbia, paura) è quella di sentirsi accolto e accettato. Ha bisogno che i suoi genitori diano ascolto al suo disagio e mostrino di prenderlo in considerazione. Purtroppo però una reazione comune è proprio quella di minimizzare o non dare il giusto peso alle paure apparentemente illogiche e immotivate del bambino. La tentazione di cambiare discorso e/o sottolineare che non c’è motivo di aver paura è forte. Ma così il bambino resta ‘solo’ con i suoi timori, sente di non essere compreso o peggio ancora, si sente inadeguato per quello che prova.


Per questo un libro può essere d’aiuto. Leggere un libro che parla della sua paura è prima di tutto una dimostrazione di accoglienza: il genitore dimostra di aver capito il problema. Il bambino sa che è stato ascoltato e preso in considerazione. E così impara, anche per il futuro, che con la mamma e il papà si può parlare, si può parlare di tutto.


E venendo alla lettura in sé, il fatto che il libro narri una vicenda che rievoca il vissuto del bambino già ‘normalizza’ la situazione. Non è soltanto lui che ha paura del buio/del lupo/dei mostri sotto il letto. E questo è già consolante. La paura resta, ma forse comincia ad avere un aspetto meno sinistro e minaccioso. Spesso poi, le vicende del protagonista contengono degli spunti interessanti per tenere a bada e poi pian piano superare quella specifica paura. Proprio come avviene nel libro, dove il lieto fine sancisce senza possibilità di dubbio che la paura è un mostro che si può sconfiggere.


E infine, la lettura offre al bambino la possibilità – se lo vuole, se si sente pronto per farlo, – per parlare di quello che prova con il genitore.


La lettura crea le condizioni per raccontare e per ascoltare: il bimbo può fare domande e/o dire qualcosa di sé, il genitore può consolare e dimostrare la propria partecipazione emotiva, la propria empatia. E se anche il bimbo non dicesse nulla (nel qual caso, meglio non forzarlo!), già il fatto di leggere quel libro è una dimostrazione di attenzione nei suoi confronti.


Ancora una volta il libro non è soltanto un libro, ma è un messaggio profondo: “Ho colto il tuo disagio, ti capisco e ti accetto, ti sono vicino”.

  • Le paure indotte

Sono le paure che non nascono da dentro, ma sono provocate da qualcosa che abbiamo visto o sentito che ci colpisce e ci spaventa. Per i bambini l’esempio classico sono le paure scatenate dalla visione di un film o di un telegiornale.


Certo nel caso del film, possiamo almeno rassicurarlo spiegandogli che certe creature (mostri, alieni, fantasmi) non sono reali, mentre nel caso della violenza vera, quella di cui si parla al telegiornale, il discorso si fa un po’ più complesso. L’ideale sarebbe preservare i più piccoli, evitando di esporli a scene che possono far loro paura e non guardando il telegiornale in loro presenza (ricordiamo che, anche se sono impegnati in altre attività, se stanno giocando o disegnando o guardando altrove, i bambini sono molto recettivi, sentono anche quando sembra che non stiano ascoltando).

Se il bambino ha meno di sei anni, occorre ‘prudenza’ anche con i film di animazione che narrano le vicende a loro ben note e apparentemente innocue, di Biancaneve, Cenerentola, Bambi…134. Molto meglio essere al suo fianco quando guarda un cartone animato per la prima volta, per rassicurarlo ed essere pronti a cogliere le sue reazioni. A questo proposito Laniado e Pietra spiegano: “A differenza della fiaba raccontata a voce dalla mamma o dal papà, che dà al bambino la possibilità di elaborare e completare nella sua fantasia il racconto, nel film il bambino si trova davanti a immagini che superano la sua capacità di elaborazione e di sopportazione emotiva”135.
Mamma, che paura!

Come aiutare un bimbo a gestire e superare le proprie paure?

  • ‘Mettersi in ascolto’ con grande pazienza, cercando di comprendere cosa lo spaventa e cosa sta cercando di dirci con il suo comportamento. Rimproveri e sgridate non servono e rischiano solo di peggiorare la situazione.

  • Un surplus di coccole e rassicurazioni: sapere che la mamma e il papà lo amano, sempre e comunque, lo aiuta a sentirsi più sicuro di sé e più fiducioso nei confronti del mondo esterno.

  • Fiabe e storie: raccontare o leggere136 una vicenda simile a quella che sta vivendo lui e che si conclude con un lieto fine gli permette di esorcizzare tensioni e paure inespresse e al tempo stesso ha un effetto rassicurante.

UN LIBRO PER I MOMENTI ‘FORTI’

La nascita di un fratellino
Alice è contenta quando Nino beve il latte, perché lei e la mamma si siedono vicine e fanno delle belle cose insieme.

da Alice sorella maggiore137

Lilli doveva dividere la sua stanza con Leo.
“Quando se ne sarà andato, potrò riavere la mia camera?” chiese.
Lilli si divertiva a spaventare Leo con ingegnosi travestimenti, oppure cercava di farlo sparire con improbabili magie.

da E se mi nasce un fratellino?138

La nascita di un fratellino è un evento forte nella via di un bambino. Si tratta di un’occasione di gioia, ma allo stesso tempo è un momento delicato, in cui si devono creare dei nuovi equilibri e il bambino deve rivedere il suo ruolo all’interno della famiglia. Per affrontare al meglio il cambiamento c’è bisogno di un po’ di aiuto da parte degli adulti e di tanta, tanta rassicurazione.


Coinvolgere il primogenito già durante la gravidanza, informarlo e renderlo partecipe è molto importante. L’arrivo di un bambino è un evento di grande gioia, per tutta la famiglia. E se il fratellino ha modo di respirare questa gioia e questa serenità, sarà contento lui stesso. In questa fase leggere insieme dei libretti che raccontano la nascita di fratellini e sorelline può essere d’aiuto per prepararsi ad accogliere il nuovo nato.


Alcuni bambini sono incuriositi dagli aspetti ‘tecnici’ della gravidanza, vogliono sapere cosa mangia il fratellino, cosa fa tutto il giorno e se fa pipì nella pancia della mamma… Altri sono interessati a come sarà dopo: quando potranno giocare con il bebè e cosa sarà in grado di fare una volta nato? Altri ancora sono entusiasti all’idea di diventare fratelli maggiori.


Libri sull’argomento ce ne sono tanti e il suggerimento è di prenderne in considerazione più di uno, per trovare quello giusto per il proprio bambino e per la propria famiglia.


Se il bambino è sereno, meglio evitare testi che presentino il fratellino che nascerà come un intruso o libri in cui il primogenito è alle prese con un’intensa gelosia. Magari potranno essere utili dopo, ma finché il nuovo bimbo è nella pancia e il fratello maggiore è contento perché turbare il suo entusiasmo? In questa situazione può essere molto utile la biblioteca, che dà la possibilità al genitore di prendere visione di vari testi per scegliere i titoli che più si adattano alle esigenze del bambino.


E una volta nato il fratellino, la lettura condivisa continua a rappresentare un valido strumento di supporto.


In base al bisogno del nostro bambino, potranno essere utili storie in cui il protagonista è soddisfatto di essere diventato un fratello maggiore nonché l’aiutante della mamma e storie in cui il protagonista è alle prese con la gelosia e fatica ad accettare la novità. Il lieto fine che viene sempre proposto, insieme a tanti spunti per vivere al meglio questo momento di cambiamento, possono aiutare il bambino (ma anche i genitori!).


Come già detto per le paure (e la gelosia altro non è che l’espressione della paura di perdere l’affetto dei genitori), leggere al bambino dei racconti che gli permettono di immedesimarsi, è un modo per sostenerlo, incoraggiarlo (il libro lo promette: alla fine andrà tutto bene) e farlo sentire accolto e compreso, con le sue ansie, i suoi timori, i suoi sentimenti ambivalenti nei riguardi del fratellino.


Anche le fiabe tradizionali che hanno per protagonisti dei fratelli possono esorcizzare paure e rivalità. Un esempio classico è quello dei tre porcellini che alla fine, grazie alla riscoperta alleanza tra fratelli, non solo si salvano, ma riescono a liberarsi definitivamente del lupo cattivo. Questa storia si può trovare in varie versioni, alcune adatte anche ai piccolissimi. In genere risulta molto gradita ai fratelli maggiori che assistono con piacere al ‘trionfo’ del porcellino primogenito che con la sua saggia operosità garantisce il lieto fine per tutti.

  • L’angolo poppata&lettura

Nelle prime settimane successive alla nascita, le poppate al seno saranno numerose e, a seconda dei ritmi del bebè, potranno durare anche piuttosto a lungo. Come intrattenere il fratellino mentre la mamma allatta, perché non si annoi, non si senta escluso, e non combini pasticci per richiamare l’attenzione? Trasformando il momento della poppata in un appuntamento con la lettura: mentre il piccolino succhia al seno, la mamma può leggere al primogenito libri, racconti, fiabe che avranno preparato insieme, scegliendo i suoi libri preferiti e portandoli nell’angolo poppata. Sarà un modo per tenerlo vicino a sé, dedicargli un po’ di tempo e rassicurarlo, dimostrandogli che la mamma c’è ancora per lui e che la loro consuetudine della lettura condivisa non si interrompe, anzi…

  • Se il primogenito è in difficoltà

Ci sono bambini che vivono con serenità la nascita di un fratellino e altri che fanno più fatica ad accettare la novità. Le variabili che determinano reazioni tanto diverse sono numerose (l’età del bambino, il carattere, il contesto, ecc.). Quello che possono fare i genitori per aiutare il loro bambino è, ancora una volta, accogliere il suo disagio, farlo sentire accettato e compreso e ricordarsi che la paura del primogenito in questa situazione è quella di perdere l’affetto dei genitori. Siamo pronti ad accettare anche eventuali dichiarazioni di ostilità nei confronti del fratellino: accogliamo lo sfogo del primogenito, stando attenti a non banalizzare o minimizzare ciò che prova139.


In questo caso possiamo proporre libri in cui il protagonista sia in difficoltà, lui stesso alle prese con una gelosia molto intensa. Per il bambino sarà consolante ritrovare quegli stessi sentimenti di avversione che lo fanno sentire in colpa, aumentando così il suo disagio, nelle pagine di un libro. E sarà liberatorio e rassicurante constatare che i genitori accettano questi sentimenti, non li condannano, non si scandalizzano. La certezza di essere accettato da mamma e papà, così come si è, spesso ha il duplice effetto di alleviare il disagio del bambino e di smorzare la sua gelosia.


Citiamo a questo proposito una bellissima riflessione del pediatra spagnolo Carlos González: “I genitori possono aiutare il proprio bimbo dimostrandogli il loro affetto incondizionato. Lui deve sapere che non ha bisogno di mostrarsi geloso per ottenere la loro attenzione, ma deve anche sapere che loro continuano a volergli bene anche quando si mostra geloso”140.

Ricordiamo comunque che anche quando il bimbo è palesemente insofferente, di regola quello che prova non è solo ostilità: è geloso del fratello ma allo stesso tempo gli è affezionato ed è contento del suo arrivo. E soprattutto, la gelosia non è per sempre. Nella maggior parte dei casi viene elaborata e risolta, per poi magari ripresentarsi in altri momenti della vita, spesso in concomitanza con delle tappe significative dello sviluppo e della crescita del fratellino. Ma se la gelosia va e viene, l’amore, la complicità, il profondo legame che unisce i fratelli, restano, e li accompagnano per tutta la vita.
Arriva un fratellino!

Ecco qualche suggerimento per coinvolgere il primogenito nell’attesa e nell’accoglienza del fratellino.

  • Renderlo partecipe già durante la gravidanza, spiegandogli che è in arrivo un fratellino.

  • Invitarlo a parlare con il fratellino nella pancia e quando il piccino scalcia, raccontargli che quello è il suo modo per rispondere e salutarlo.

  • È il momento… Spieghiamo al primogenito che stiamo andando in ospedale e che appena il fratellino sarà nato, il papà (o la persona a cui lui è affidato) lo porterà in reparto perché possano conoscersi.

  • Mentre la mamma è in ospedale, lasciare un pensierino per lui a casa e/o fargli trovare una piccola sorpresina, in occasione delle sue visite in reparto.

  • Dopo le dimissioni, quando si festeggia l’arrivo del bebè con parenti e amici, sottolineare anche un altro evento, ovvero il fatto che il primogenito è diventato fratello maggiore, in questo modo anche lui si sentirà importante e considerato.

  • Affidargli dei semplici incarichi e ringraziarlo sempre per l’aiuto che ci dà, ad esempio, portandoci il pannolino, o controllando se il fratellino dorme, o ninnando la carrozzina.

  • Permettergli di coccolare il fratellino se lo desidera, lasciando che lo accarezzi (è anche un modo per conoscerlo) e permettendogli di tenerlo in braccio (ovviamente con la mamma vicino).

  • Organizzare qualcosa di importante solo per lui, valorizzando il suo nuovo ruolo di fratello grande, ad esempio portandolo al cinema, o a fare un giro in bicicletta con il papà.

  • Ricordarsi sempre che, con eventuali capricci o comportamenti regressivi (tornare a bagnare il letto, chiedere di essere portato in braccio, ecc.), il bambino cerca di riconquistare l’attenzione che, improvvisamente, si trova costretto a dividere. In questa fase ha bisogno di essere rassicurato il più possibile, poiché la sua paura è quella di perdere l’amore dei genitori.

  • Leggere con lui, prima e dopo la nascita, uno o più libretti in cui il protagonista diventa fratello maggiore.

L’ingresso alla scuola materna

Al mattino Alice si sveglia e si prepara per andare alla scuola dell’infanzia.
Ha anche lo zainetto, proprio come i bambini grandi.
È emozionata e orgogliosa, ma anche un po’ preoccupata. Le dispiace lasciare la sua mamma. Prima di uscire, la mamma dà un regalo ad Alice.
È un fazzoletto azzurro. Alice lo riconosce, è il fazzoletto della mamma.

da Alice e il primo giorno di asilo141

Alla scuola materna, la maestra legge libri straordinari… e si fanno anche giochi veramente speciali.

da Vado alla scuola materna142

Se il bambino non si è mai separato dalla mamma, l’inizio della scuola coincide con il primo distacco dalla sua principale figura di riferimento. Un passo non da poco, per un bimbo di tre anni! Ma in generale per tutti i piccoli (sia che abbiano frequentato l’asilo nido, sia che siano stati affidati alle cure dei nonni o di una tata) si tratta di un momento delicato che comporta una serie di novità e cambiamenti non indifferenti.


Come aiutare il proprio bimbo ad affrontare con serenità l’ingresso alla scuola materna?


Già qualche tempo prima che inizi l’anno scolastico si può iniziare a parlare della scuola in termini molto positivi, presentandola al bambino come una grande conquista e un segno che sta diventando grande. I genitori potranno spiegargli cosa farà a scuola, sottolineando il fatto che imparerà cose nuove e troverà tanti amici con cui giocare.


In questo può essere d’aiuto la lettura di libretti che raccontano la giornata del piccolo protagonista alla scuola materna e mostrano i giochi e le attività divertenti che si fanno all’asilo.


Se il bambino sta affrontando con un po’ di ansia o preoccupazione la novità, si potranno scegliere dei libri (o inventare una storia) in cui il protagonista è un po’ spaventato perché non sa bene cosa aspettarsi e perché deve separarsi dalla mamma. Le soluzioni trovate dal “bambino di carta”, con l’aiuto della mamma, del papà, della maestra, possono essere di grande aiuto anche per il bambino vero!


E, in ogni caso, ascoltate il vostro bambino: se si mostra preoccupato o inquieto aiutatelo a esprimere le proprie paure senza minimizzare quello che prova. Solo così si sentirà compreso e accolto e gli sarà più facile affrontare questa nuova esperienza.

E alla scuola ‘dei grandi’

La cosa più bella che ti insegnano a scuola è leggere.
Al mondo ci sono tanti, tantissimi libri.
Appena hai imparato a leggere, non ti resta che l’imbarazzo della scelta!

da L’alfabeto della scuola143

L’inizio della scuola primaria è una tappa di crescita molto importante nella vita di ogni bambino.


Frequentando l’asilo, il bimbo ha già sperimentato la separazione dalla mamma e il legame che si crea con le insegnanti e con i coetanei. È in grado di stare in società e rispettare le regole scolastiche. E, naturalmente, ha sviluppato tantissime competenze e capacità.


Detto questo, ogni cambiamento, ogni fase di passaggio da una realtà a un’altra, è sempre qualcosa di forte, di emozionante.


La scuola dei ‘grandi’ è spesso vissuta come una conquista, ma il nuovo, quello che non conosciamo, fa anche un po’ paura.


L’entusiasmo e la voglia di iniziare questa avventura si mescolano con un pizzico di inquietudine e qualche domanda (ci si chiede come sarà la scuola, se la maestra sarà brava, se troveremo dei nuovi amici, se saremo capaci di…).


Ancora una volta, i libri ci accompagnano in una nuova conquista. Libri in cui bambini e cuccioli iniziano a frequentare la scuola, libri in cui i piccoli scolari imparano a leggere o a far di conto, si divertono molto con i compagni, ascoltano felici le belle storie che la maestra legge per loro…

  • I libri dei numeri e delle lettere

Per i bambini che sono incuriositi dalle lettere dell’alfabeto e dal fascino dei numeri, ci sono tanti libretti che permettono di prendere confidenza con lettere e numeri, divertendosi.


Alcuni testi sono in rima e affidano alle filastrocche la successione dei numeri da uno a dieci (e oltre), altri giocano sulle iniziali creando frasi in cui le parole iniziano tutte con una determinata lettera.


Questi libri permettono di prendere confidenza con alfabeto, lettere e numeri e/o potenziare le competenze del bambino in vista dell’ingresso a scuola. Ma soprattutto gli offrono una piccola anticipazione – in chiave divertente – di quello che potrà imparare andando a scuola.


  • Verso la lettura!

Un tempo a scuola si imparava principalmente a leggere, scrivere e far di conto. Oggi, tutti sappiamo che i programmi scolastici e le numerose discipline garantiscono una formazione decisamente più varia e articolata, ma… Per un bambino che sta per iniziare la scuola dei grandi, qual è la più grande, emozionante, rivoluzionaria conquista?


Imparando a leggere, ogni bambino conquista una chiave importante per conoscere, comprendere e interagire con la realtà che lo circonda. Una chiave che gli svela i segreti del suo mondo, ma che gli apre anche le porte per molti, molti altri mondi! Un lasciapassare per l’universo infinito delle storie!


Sappiamo che ci vorrà un po’ perché il bambino lo possa sfruttare appieno, servono molti mesi (spesso un paio di classi) per arrivare a padroneggiare la parola scritta, ma questo è l’inizio. La stazione di partenza. Per un viaggio memorabile, un viaggio senza fine.


Ricordiamo sempre ai nostri bambini che questa conoscenza è preziosa, un dono grande. E che, purtroppo, non è affatto scontata: quanti bambini e (ancor di più quante bambine) sulla Terra non avranno l’opportunità di imparare a leggere?

Un ricovero in ospedale

Quella dell’ospedalizzazione può essere un’esperienza molto difficile per il bambino che si trova ad affrontare un ambiente tanto diverso da quello domestico, tra visite mediche, eventuali esami e terapie.


Se il ricovero è programmato, ad esempio, perché il bimbo deve sottoporsi a un day hospital o perché deve eseguire un piccolo intervento, il genitore potrà prepararlo a questa esperienza leggendo dei libri in cui il piccolo protagonista va in ospedale. Le illustrazioni che descrivono in modo semplice e rassicurante il reparto ospedaliero e le azioni raccontate nella storia (il medico visita il bimbo, l’infermiera gli dà la medicina che lo fa guarire, ecc.) permettono al bambino di dare un volto a luoghi e realtà per lui sconosciuti. Poiché a far paura, in genere, è proprio quello che non si conosce, un libretto può rassicurare il bambino (e anche i genitori).


Se il bambino dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico, si può ricorrere a testi ad hoc, in cui viene spiegato in modo simpatico e avventuroso il ‘mistero’ dell’anestesia.


Infine, se invece il ricovero è un evento improvviso, la lettura di un libro che ‘racconta l’ospedale’ può essere utile anche una volta tornati a casa, per rielaborare l’esperienza vissuta e superare eventuali ansie sorte in seguito all’ospedalizzazione.


  • Leggere in corsia

Le ore in ospedale scorrono più lente che a casa. Questo è vero per gli adulti e ancor di più per i bambini. Come intrattenere il piccolo ricoverato e come rallegrarlo, in una situazione non facile? Per i bambini che sono abituati a leggere insieme a mamma e papà, i libri sono una risorsa preziosa per occupare il tempo, distrarre la mente, portare un po’ di ‘aria di casa’ in corsia. Un bell’aiuto per il bambino, ma anche per il genitore che lo assiste!


E per le famiglie che ancora non hanno questa consuetudine, ebbene… può essere l’occasione per avvicinarsi ai libri e scoprire la bellezza di fiabe e storie!

  • Genitori sempre vicini, è un diritto!

Qualunque situazione il bimbo debba affrontare – dalla normale visita medica, agli esami del sangue, fino a un ricovero ospedaliero – c’è una regola che resta sempre valida: i bambini hanno bisogno di avere accanto i genitori. È stato dimostrato che la presenza di mamma e papà è la più potente strategia psicologica per il controllo del dolore, dell’ansia e della paura del bambino. In caso di ricovero ospedaliero bambini e adolescenti hanno diritto di avere accanto i genitori per tutto il periodo della degenza (giorno e notte), e quando si sottopongono a esami, visite e accertamenti. A sancire questo diritto è la “Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale” redatta nel 2008 da ABIO (Associazione Bambino In Ospedale), in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria144.

Piccoli pazienti più sereni con un libro

La casa editrice Giunti-Progetti Educativi ha pubblicato diversi testi dedicati ai bambini che devono affrontare l’esperienza dell’ospedalizzazione. Ecco alcuni titoli:

  • Che ci faccio in ospedale (testi e illustrazioni di R. Luciani): illustrazioni, testi e giochi per favorire il benessere dei piccoli ricoverati.

  • * Mi prendo cura di te. L’ospedale e i tuoi diritti (testi F. Capelli, illustrazioni P. Cardoni), è stato ideato per i bambini in età scolare nell’ambito del progetto Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale di Fondazione ABIO Italia.

I tre titoli seguenti sono stati realizzati in collaborazione con la Regione Toscana e la Fondazione Meyer145:

  • Non chiamarmi passerotto! I diritti dei bambini in ospedale (testi A. Sarfatti, illustrazioni S. Fatus), un libro di filastrocche che tramite le rime affronta in modo originale il tema del ricovero.

  • Billi acchiappapaura. Le paure dei bambini (testi M.L. Giraldo, illustrazioni G. Orecchia) per aiutare i bimbi a parlare dei loro timori.

  • Ziri sulla luna. Il viaggio dell’anestesia, (testi A. Sarfatti, illustrazioni S. Frasca), realizzato con la collaborazione degli operatori del servizio di terapia del dolore dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, per spiegare l’anestesia ai bambini che devono affrontare un’operazione chirurgica.

Infine, un titolo prodotto per ABIO da Carthusia Edizioni:

  • Filippo e gli altri. Storie per una buona notte (testi R. Piumini, illustrazioni P. La Porta e V. Petrone), nove storie pensate per i più grandicelli perché possano vivere il ricovero con maggiore serenità.

La morte di un nonno

Ogni bambino reagisce a modo suo e con intensità diversa alla perdita di un nonno o di un bisnonno. A seconda dell’età, la percezione della morte e la consapevolezza del bambino è differente, ma naturalmente tocca al genitore essere vicino a lui, pronto a rispondere a eventuali domande, chiarire dubbi, offrire accoglienza e conforto.


Ricordiamo che anche i bimbi più piccoli percepiscono le emozioni dei genitori, sentono la loro tristezza e se ne rattristano a loro volta. Se il disagio che avvertono intorno a loro non ha un perché, assume dei connotati molto più inquietanti. Per questo il suggerimento è di spiegare sempre ai bambini, con parole semplici e chiare, adeguate all’età, cosa succede nella sua famiglia. Poiché parlare della morte può non essere facile, possiamo farci aiutare da un libro…

Oggi ci sono vari titoli dedicati alla scomparsa di un nonno (vista la delicatezza dell’argomento conviene sempre che prima il genitore legga il libro da solo per valutare se è adatto al proprio bambino, per la sua età, ma anche e soprattutto per la sua sensibilità): la lettura condivisa offre l’opportunità al genitore, ma anche al bambino, di entrare in argomento, di chiedere, di raccontarsi146.
Il ricorso a un libro in cui il protagonista affronta la morte di un nonno può tornare utile sul momento, ma anche e forse soprattutto nelle settimane successive, se si nota che il bambino ha bisogno di rielaborare quanto accaduto e/o sente molto la mancanza della persona cara che non c’è più.

La separazione dei genitori

Difficile, molto difficile, da vivere, da raccontare, da spiegare ai figli. Come per tutte le situazioni complesse che mettono alla prova genitori e bambini e hanno un prezzo emotivo molto alto, il dialogo, l’accoglienza, l’attenzione ai sentimenti e ai bisogni dei più piccoli sono fondamentali.


E come sempre, la lettura di un libro ‘mirato’147 può offrire l’opportunità per tirare fuori l’argomento, per condividere emozioni e paure, per sentirsi più vicini.

QUANDO UN LIBRO TI AIUTA A TROVARE LE RISPOSTE

Il mondo è fatto per finire in un bel libro.

Stéphane Mallarmé


Ci sono argomenti di cui non è facile discutere. Argomenti che rappresentano un mistero anche per noi, argomenti che possono creare imbarazzo, argomenti su cui proprio non ci sentiamo preparati.


Eppure tocca proprio a noi – mamme e papà – raccontare, spiegare, rispondere alle domande, alle curiosità, ai dubbi dei nostri figli. Ai dubbi facili (ma a cui magari non è altrettanto facile rispondere in modo comprensibile) di quando sono piccolini, assetati di mondo, desiderosi di conoscere e capire, e alle domande da cento milioni di dollari, quelle fatte dai ragazzini sul senso dell’esistenza, sul destino, sulla morte…


A partire da quando sono piccolissimi e attraversano la fase dei perché (perché il fuoco brucia? perché l’auto si muove? perché l’erba è verde?), nel corso dell’infanzia e con l’affacciarsi all’età dell’adolescenza, i figli si aspettano che noi possediamo la risposta a ogni loro domanda.


È bello spiegare il mondo ai nostri bambini, con parole semplici e adeguate all’età. E se non troviamo quelle parole, se non ci vengono spontanee e immediate, è rassicurante sapere che possiamo prendere in prestito quelle di un libro che ci aiuterà a soddisfare la loro curiosità. Non si tratta di delegare, sia chiaro. Ma di usare uno strumento valido come la lettura per svolgere al meglio il nostro ruolo.


I libri offrono risposte, ma spesso offrono anche lo spunto per intavolare un argomento. A volte servono da rinforzo, per ampliare un messaggio che abbiamo già dato, ma che vogliamo assicurarci sia stato ben compreso.


I libri e le storie, se lo vogliamo, possono diventare anche portavoce dei nostri valori. Desideriamo far comprendere ai nostri bambini l’importanza del rispetto della natura e di comportamenti eco-sostenibili? La bellezza della diversità e l’arricchimento reciproco garantito dall’accettazione dell’altro? Vogliamo educare i nostri figli alla solidarietà? Il nostro esempio (indispensabile! Senza l’esempio le parole possono davvero poco, forse nulla) e le nostre spiegazioni, trovano eco e conferma in libri e racconti mirati, dove i piccoli protagonisti mettono in atto i comportamenti che noi insegniamo ai nostri bambini.


A volte la forza dei libri è quella di possedere il linguaggio giusto, di saper presentare in modo semplice e chiaro (un linguaggio per immagini, comprensibile anche ai più piccoli), ma che non rinuncia alla correttezza dell’informazione, concetti altrimenti molto complessi (è quasi più facile esporre i meccanismi della combustione o il processo di fotosintesi clorofilliana a uno studente delle elementari che a un bimbo di tre anni che ci incalza con un susseguirsi di ‘perché?’).

  • La malattia e la morte

A volte la domanda nasce da un’esperienza che tocca il bambino direttamente. Una malattia che colpisce un familiare. La morte di un nonno. A volte a sollecitare l’interesse è una notizia che il piccolo ha sentito, ascoltando i discorsi degli adulti. E, ancora, a volte non si capisce come gli vengano in mente certe domande, ma succede e così dobbiamo rispondere.


Se, dopo aver spiegato con parole adatte all’età la realtà della malattia e della morte (e qui ogni famiglia offrirà al bimbo la propria interpretazione di questo evento), ci accorgiamo che il bambino ha bisogno di tornare sull’argomento, possiamo ricorrere a qualche libro mirato. La lettura sarà l’occasione per chiarire eventuali dubbi residui, approfondire, permettere al bambino di rielaborare quanto ha appena scoperto e compreso.

  • Affettività e sessualità

Parliamo d’amore con i nostri bambini sin da quando sono piccolissimi, sin da quando appena nati gli diciamo quanto li amiamo.


Ogni bambino cresce immerso nelle relazioni d’amore, l’amore dei genitori per lui, il suo amore per loro, l’amore tra fratelli, l’amore dei nonni… Poi la cerchia delle relazioni si amplia e il bambino sperimenta l’affetto che può legarlo a una maestra, a un amico, ai compagni.


Dell’amore tra uomo e donna conosce quello che ha visto: il legame che unisce il papà e la mamma e le altre coppie della cerchia famigliare.


Ogni genitore trasmette la sua visione dell’amore nella quotidianità: gesti, parole, azioni raccontano al bambino come mamma e papà vivono e interpretano le relazioni amorose. Credo non servano libri per parlare di affetti a un bimbo, piccolo o grande che sia.


Però, forse, i libri possono tornare utili per parlare di sessualità, dato che affrontare o approfondire questo argomento può risultare parecchio imbarazzante. Naturalmente non è così per tutti, alcuni adulti si sentono a loro agio nel parlare di sessualità e riescono a rispondere con immediatezza e spontaneità a ogni domanda dei figli, ma ci sono anche genitori (e non sono pochi) che hanno bisogno di un attimo di riflessione per ponderare le proprie risposte…

Dato che è importante che il bambino oggi, e l’adolescente domani, sappia che ai genitori può chiedere tutto e che si rivolga a loro quando vuole saperne di più, le mamme e i papà che sono un po’ in difficoltà possono trovare dei validi alleati nei numerosi testi pubblicati sull’argomento, praticamente per ogni fascia di età148.

Una volta individuato il testo o i testi, che risultano più in sintonia con la visione e la sensibilità dei genitori (in questo caso è indispensabile la lettura preventiva di mamma e papà!), si potranno sfruttare in tre modi:

- per la lettura individuale dei genitori che grazie agli spunti trovati nel testo poi affrontano l’argomento con il bambino calibrando informazioni e linguaggio sulla base di quanto letto;

- per la lettura condivisa, il genitore legge insieme al suo bambino e il libro è il punto di partenza per confrontarsi sull’argomento;

- per la lettura individuale del bambino/adolescente. Il genitore può proporre il testo al figlio spiegando che sarà a sua disposizione per rispondere a eventuali dubbi, offrire informazioni aggiuntive e confrontare pareri e sensazioni.

  • Adozione, affido, fecondazione assistita e altro…

In base alle esperienze vissute dalla famiglia e quindi dal bambino, ci sono varie tematiche che i genitori possono aver bisogno di spiegare. Affido, adozione, fecondazione assistita149, perdita di un bimbo prima della nascita, famiglia allargata… Oggi non è difficile trovare testi che illustrano in modo semplice e delicato tutte queste situazioni, testi utili per il bambino (che ha la possibilità di identificarsi, ritrovare e rielaborare i propri dubbi e le proprie emozioni), ma spesso anche per i genitori.

  • In biblioteca, consulenze e consultazione

Per trovare i titoli che ci interessano possiamo rivolgerci alla nostra libreria di fiducia, a internet o alla biblioteca. La biblioteca, in particolare, garantisce la possibilità di leggere e valutare i testi prima di procedere con un eventuale acquisto (oltre al fatto che ci si può avvalere della consulenza del bibliotecario).

VOCI DI MAMMA

L’anno scorso dopo il nostro arrivo a Jakarta, per un periodo piuttosto lungo, Xeni amava farsi leggere e rileggere un unico libro mentre io ero al lavoro. Si intitola Le scarpe della mamma. Nulla di particolare, ma siccome parla di un oggetto quotidiano che lega la bimba alla mamma e lei ha sempre sofferto molto del mio lavorare fuori casa, era un modo per pensare alla mamma.

Silvia, mamma di Xeni, 3 anni, e in attesa del secondo bimbo


I libri che ci sono stati d’aiuto? Mammatonda di Ludovica Cima. Gabriele è passato dal chiedermi quattro volte al giorno una lettura completa quando ero incinta, a zero volte quand’è nata la sorellina. Più chiaro di così che avesse funzionato…


E Il coraggio di essere cuore di Domenico Barrilà: Gabriele è molto emotivo, era un periodo in cui si teneva tutto dentro e “da fuori” si vedeva solo una grande irrequietezza. Leggerlo rasserenava entrambi…

Stefania, mamma di Gabriele, 5 anni, e Letizia, un anno


La nuvola Olga e il sole pigrone, ci serve per rispondere alle domande sul perché piove, dov’è il sole, ecc.

Margherita, mamma di Daniele, 2 anni, e in attesa del secondo bimbo


Per me la lettura è stata fondamentale per creare una routine del sonno. Mia figlia ha sempre avuto grosse difficoltà ad addormentarsi, adesso invece accetta con gioia di andare a dormire perché, come dice lei, “Prima la storia, poi a nanna”.

Chiara, mamma di Serena, 30 mesi


I libri ci hanno aiutato tantissimo nel rituale della buonanotte: ogni sera le bimbe ne scelgono uno a testa e tutti insieme nel lettone li leggiamo.

Alessandra, mamma di Bianca, 7 anni, e Irene, 3 anni


Molte volte leggo per creare un po’ di relax dopo un gioco movimentato.

Paola, mamma di Federico, 6 anni, e Elisabetta, 3 anni


Leggiamo spesso mentre allatto Elena, così Alice sta tranquilla…

Daria, mamma di Alice, 3 anni, e Elena, 3 mesi

Quando Vittoria era neonata li allattavo insieme e leggevo o inventavo storie per entrambi. Per me allattare e leggere/raccontare è stato un modo per aiutarli ad accettare serenamente la nuova esperienza che stavano vivendo: per Vittoria la sua “nuova” vita (fuori dal pancione) e per Edoardo il ruolo di fratello maggiore.

Francesca, mamma di Edoardo, 2 anni, e Vittoria, 7 mesi


Un mese e mezzo fa Federico ha avuto la sua prima febbre a 39°, fortunatamente durata poco, solo ventiquattro ore. Durante il pomeriggio di febbre, abbiamo letto accoccolati sul divano il librino di Bambi, guardando bene e spiegando tutte le figure. A un certo punto c’è una figura dove Fiorellino (la puzzola amica di Bambi) si fidanza, e c’è il disegno delle puzzole che si baciano, da quel giorno, quando gli dico: “Dov’è il libro con le puzzole che si baciano?”, non solo me lo indica, ma fa anche il verso del bacio. È come se si fosse affezionato a quel libro che gli ha tenuto compagnia in quelle ore, per lui sicuramente difficili…

Cristina, mamma di Federico, 14 mesi


Quando ho perso il mio terzo bimbo, all’undicesima settimana dell’attesa, Mattia e Nicola avevano rispettivamente quattro e due anni. Sapevo di voler condividere questo evento con loro ma, dico la verità, mi trovavo in grande difficoltà. Faticavo a trovare le parole. Mi sembrava molto difficile per loro, così piccoli, riuscire a capire. Soprattutto perché non sapevano che una gravidanza si può interrompere, che si può ‘perdere’ un bambino. Così ho preparato il terreno con una storia. La mamma del folletto Bo – il piccolo protagonista dei nostri racconti serali di quel periodo – era in attesa di un fratellino che però non era nato, dal pancione era andato nel paradiso dei folletti. Affidarmi a un racconto inventato per affrontare l’argomento per me era stato di grande aiuto, mi aveva permesso di parlarne con una certa serenità. Il passo successivo era stato quello di spiegargli di noi, del nostro bambino perso…

Giorgia, mamma di Mattia, 11 anni, Nicola, 9 anni e Maddalena, 5 anni

CONSIGLI DI LETTURA

  • Brazelton T.B. e Sparrow J.D., Il tuo bambino e… la gelosia. Una guida autorevole per contenere le rivalità tra fratelli, Raffaello Cortina Editore, 2007

  • Carquain S., Piccole storie per diventare grandi. Da leggere di sera per affrontare le paure, le preoccupazioni, le domande del proprio bambino, Elledici, 2008

  • Vincere le paure. Giochi, favole, riti che portano in superficie e sdrammatizzano le segrete inquietudini dei bambini, Red Edizioni, 2010

  • Maùti E., Una fiaba per ogni perché. Spiegare ai bambini perché succedono le cose, Centro Studi Erickson, 2007

  • Pellai A., Col cavolo la cicogna! Centro Studi Erickson, 2009

  • Santagostino P., Le domande dei bambini. Per rispondere nel modo giusto anche ai perché più complessi e imbarazzanti, Red Edizioni, 2008

Me lo leggi?
Me lo leggi?
Giorgia Cozza
Racconti, fiabe e filastrocche per un dialogo d’amore con il nostro bambino.Idee e suggerimenti per favorire la pratica della lettura condivisa, strumento prezioso per rafforzare il legame con il bambino nei primi anni di vita. La voce della mamma è capace di produrre effetti significativi già durante la gravidanza: il bambino nella pancia si sviluppa immerso nel liquido, ma anche nei suoni, che dopo la nascita sono fortemente ricercati. La parola che diventa voce è la base della comunicazione e della relazione umana, e per il bambino rappresenta un’esperienza che dà ordine e senso alla realtà. Leggere è anche il migliore antidoto alla televisione, principale fonte di “comunicazione” passiva e unidirezionale della nostra epoca. Me lo leggi? parla di fiabe, filastrocche, storie e leggende, lette e rilette migliaia di volte o inventate sul momento, raccontate, intonate, sognate, cantate, con la voce e con il cuore per narrare a nostro figlio la storia più importante, quella del nostro amore per lui. Gli articoli scientifici, i pareri degli esperti (psicologi, pediatri, pedagogisti) e i tantissimi suggerimenti pratici proposti da Giorgia Cozza rispondono a tutti quegli interrogativi che spesso i futuri e i neo-genitori si pongono: cosa sente il bimbo nel pancione? perché è importante leggere e raccontare storie sin dai primi mesi di vita? possiamo favorire l’amore per la lettura in età scolare? Le coppie di genitori intervistati raccontano l’importanza che le storie e i racconti hanno avuto nella crescita serena e felice dei propri figli, perché quando un papà o una mamma legge o racconta, quella che si crea è una situazione di intenso benessere: il bambino, infatti, non assapora solo la storia narrata, ma anche l’attenzione esclusiva che in quei frangenti gli riserva il genitore.Inoltre, le fiabe e i racconti lo aiutano a comprendere meglio la realtà che lo circonda e i suoi stessi sentimenti, le sue emozioni e le sue paure. Questi momenti di lettura e di racconto non dovrebbero avere alcuno scopo didattico, ma semplicemente quello di vivere momenti felici insieme con i nostri figli e di tessere legami forti con loro.La lettura condivisa è parte integrante di uno stile di accudimento basato sul contatto e sulla prossimità, in grado di favorire serenità e sicurezza nei complessi e delicati primi anni di vita. Una ricca raccolta di filastrocche e ninne-nanne rende questo libro uno strumento ancor più completo e prezioso per tutti i genitori per mettere a fuoco importanti concetti che riguardano la relazione con il bambino, il suo sviluppo emotivo e cognitivo, la costruzione della sua personalità e di conseguenza del suo futuro. Conosci l’autore Giorgia Cozza è una mamma-giornalista, specializzata nel settore materno-infantile, autrice di libri per bambini e numerosi manuali per genitori, divenuti un importante punto di riferimento per tante famiglie in Italia e all’estero.È stata relatrice in numerosi congressi per genitori e operatori del settore e ospite di trasmissioni televisive per rispondere a quesiti legati all’accudimento dei bimbi e a uno stile genitoriale ecocompatibile.