CAPITOLO VII

L’igiene dei vestiti

Qual è il modo più naturale per lavare i vestiti? Una volta le donne dovevano lavare tutto a mano, consumando così moltissimo tempo e tantissima acqua! Oggi, grazie alla lavatrice, abbiamo la possibilità di lavare diversi chili di biancheria per volta utilizzando solo una piccola quantità di oro blu.


In compenso, i detersivi di uso comune inquinano in maniera davvero preoccupante. Come trovare una via di mezzo, allora? Adoperare prodotti naturali può essere un buon punto di partenza, ma bisogna anche imparare a usarli!

Il lavaggio in lavatrice

Dosare il detersivo

Prima di tutto, bisogna imparare a dosare il detersivo. Le dosi consigliate sulle confezioni dei prodotti sono, infatti, convenzionali, tanto che è possibile arrivare a triplicare il numero di lavaggi suggeriti su una confezione di detergente per il bucato. Come fare?


Occorre provare a ridurre poco alla volta la quantità di detersivo, fino a quando i capi appariranno sufficientemente puliti dopo il lavaggio. Non è possibile dare una dose precisa (dipende anche dalla marca di detersivo), ma si può dire con una certa sicurezza che le dosi possono essere quantomeno dimezzate. La quantità di detergente necessario al lavaggio varia anche in base al grado di sporco della biancheria, alla temperatura e alla durezza dell'acqua.

La temperatura di lavaggio

Per pulire a sufficienza la biancheria non è necessario un lavaggio ad alte temperature. Un buon detersivo, infatti, sarà attivo già a 30-40 gradi. Oltretutto gli enzimi, come altri ingredienti sbiancanti e igienizzanti, diventano inefficaci se la temperatura supera i 60 gradi. Il consiglio generale è quello di lavare a una temperatura tra i 30 e i 60 gradi. Il lavaggio a basse temperature consente poi di non rovinare gli abiti, di consumare meno energia e, di conseguenza, di inquinare meno. L'azione del detersivo può comunque essere rinforzata da alcuni semplici strumenti meccanici, come vedremo.

La durezza dell'acqua

La durezza dell'acqua corrisponde alla quantità di sali di calcio e di magnesio presenti in essa, e dunque può far variare notevolmente la quantità di detersivo necessario per lavare la biancheria. Per verificare questo dato, è sufficiente richiedere l'informazione all'azienda che fornisce l'acqua corrente, specificando molto bene la zona in cui si vive (la durezza varia con estrema facilità). Se l'acqua è molto dura, occorrerà più detersivo, perché una parte delle sostanze lavanti sarà sequestrata dal calcio e dal magnesio presenti nell'acqua e avrà il compito di addolcirla. In più, una particolare durezza dell'acqua può provocare facilmente depositi di calcare e incrostazioni, e quindi renderà necessarie una pulizia più frequente e una manutenzione più regolare della lavatrice e lavastoviglie.


Sovente una delle soluzioni proposte per ovviare al problema è l'impianto di decalcificazione, cioè una serie di dispositivi che si occupano di addolcire l'acqua, liberandola dall'eccesso di sali. Per far questo, però, i decalcificatori sprecano comunque molta acqua (400-600 litri a settimana). Non bastasse, questi impianti hanno un costo molto elevato (si aggirano intorno ai 700-1000 euro), hanno bisogno di manutenzione e l'acqua così ottenuta non è idonea per il consumo umano, a causa dell'alto contenuto di sodio e dell'assenza di alcuni minerali di cui il nostro corpo ha bisogno.


La soluzione più comoda e, a conti fatti, meno costosa e più etica, rimane quella di provare dei lavaggi con diverse quantità di detersivo e osservare qual è la dose che permette un risparmio maggiore e un minore inquinamento, garantendo al tempo stesso la pulizia della biancheria.

Detersivo in polvere o liquido?

Che detersivo usare? Per esperienza, posso dire che i detersivi in polvere sono di solito più efficaci e più concentrati, ma anche in questo caso occorre provare. Cercate di capire quale tipo di detersivo si sposa meglio con le vostre esigenze e con la vostra lavatrice! Il consiglio, nel caso usiate un detergente in polvere, è quello di essere molto attenti a non inalarlo quando lo versate nella vaschetta o nella pallina dosatrice. Come abbiamo accennato numerose volte nel corso del libro, anche i prodotti naturali possono essere irritanti, se usati senza cautela!

Detersivi per capi neri, per capi delicati o per capi di lana

Pare che per ogni tipo di indumento (scuro, colorato, sintetico, di lana, per bambini) sia necessario un detersivo diverso. Si tratta, anche in questo caso, di puro marketing, anche perché l'unica cosa che differenzia questi flaconi è, nella maggior parte dei casi, la dicitura sull'etichetta!


Inoltre, se un detersivo comune rischia realmente di essere troppo aggressivo su un certo tipo di capi, un detergente naturale è per sua stessa natura delicato! Per esperienza posso affermare che lavare a basse temperature e con prodotti naturali non rende necessaria la classica divisione tra capi bianchi, capi neri e capi colorati. A ogni modo, se i vestiti sono di buona qualità non rischiano neppure di perdere colore! Un discorso a parte merita la lana: se è lana autentica (ormai molto difficile da trovare) l'ideale sarebbe lavarla a mano con del sapone di Marsiglia e lasciarla asciugare all'aria per preservarne la qualità, evitando quindi qualunque tipo di centrifuga!

Salviette cattura-colore

Anche in questo caso, si tratta di invenzioni recenti del tutto superflue. Queste salviette, oltre a essere inutili e molto costose, sono anche molto inquinanti.

Oli essenziali

Come si diceva nei capitoli precedenti, gli oli essenziali sono strumenti potentissimi che dovrebbero essere usati con molta precauzione. In piccole dosi, comunque, possono essere adoperati in tutta sicurezza per disinfettare il bucato. È sufficiente aggiungere, al momento del lavaggio, un paio di gocce di olio essenziale di tea tree o di limone al normale detersivo per far sì che l'azione antibatterica e antimicotica venga straordinariamente potenziata.

Pallina dosatrice o vaschetta?

Di recente le palline dosatrici sono, inspiegabilmente, scomparse dal mercato. Se fino a pochi anni fa venivano date in omaggio con l'acquisto di un flacone di detersivo, adesso è addirittura difficile trovarle in vendita! Eppure, la pallina sarebbe da preferire alla vaschetta per diversi motivi:

  • il detersivo si scioglie direttamente nel cestello, senza creare eventuali incrostazioni all'interno della vaschetta o della lavatrice;

  • durante il lavaggio, si muove e si sfrega sui vestiti, e questa azione meccanica aiuta lo sporco a staccarsi più facilmente, incrementando del 20% l'azione del detergente;

  • al momento del risciacquo ha un'azione districante che favorisce la circolazione dell'acqua e l'eliminazione del detersivo.

Se non avete a disposizione la pallina potete comunque usare qualsiasi supporto in plastica o silicone che resista ad alte temperature.

L'ammorbidente

Se si usano detersivi naturali, è probabile che non ci sia bisogno di aggiungere l'ammorbidente al lavaggio, perché i capi saranno stati trattati in maniera più delicata rispetto a quanto avviene con i detersivi ordinari. Anche questo dipende però dalla durezza dell'acqua, ed è quindi possibile che sia necessaria l'aggiunta di questo altro componente. In commercio esistono molti ammorbidenti composti da ingredienti naturali molto semplici, che hanno il solo scopo di neutralizzare le cariche negative a cui i tessuti sono stati esposti durante il lavaggio e che rischiano di lasciarli rigidi.

In genere, si tratta di lozioni molto semplici. Per questa ragione, il consiglio è quello di produrre da sé il proprio ammorbidente. Ecco due possibilità:

  • sciogliete 150-200 grammi di acido citrico in un litro d'acqua, e usatene 100 ml a lavaggio (versandolo nella vaschetta dell'ammorbidente);
  • diluite 400 ml di aceto in 600 ml di acqua (usandone 200 ml per volta), oppure versate 100 ml di aceto direttamente nella vaschetta.

Poiché l'ammorbidente svolge sui vestiti la stessa azione che il balsamo svolge sui capelli dopo lo shampoo, un'alternativa è quella di usare un po' di crema o di balsamo come ammorbidente. Potete decidere di scioglierne 50 grammi in mezzo litro d'acqua e usarne 100 ml per volta, oppure di metterne una noce direttamente nella pallina dosatrice, insieme al detersivo. Questa soluzione permette, per esempio, di riciclare efficacemente una crema corpo, un balsamo o un latte detergente eco-bio che a livello cosmetico ci hanno un po' delusi. Dal momento che si tratta di sostanze grasse, state attenti a non eccedere con la dose, per non rischiare di appesantire e sporcare i vestiti anziché ammorbidirli.

I comuni ammorbidenti spesso irritano la pelle dei bambini (e talvolta anche degli adulti!). Al contrario, un ammorbidente a base di acido citrico o di aceto non ha queste controindicazioni, e può essere tranquillamente usato anche per il lavaggio della biancheria dei neonati.

Sbiancanti e igienizzanti

Se il bucato è particolarmente sporco, è possibile aggiungere al detersivo una piccola dose di percarbonato (un paio di cucchiaini). Si tratta di un ingrediente naturale già attivo a basse temperature (35-40 gradi) che, come l'acido citrico e l'aceto, può tornare molto utile nelle pulizie di casa.

Il sapone di Marsiglia in lavatrice

Quasi tutti abbiamo provato a fare il bucato in lavatrice usando il semplice sapone di Marsiglia. In realtà, però, il semplice sapone non è sufficiente, e rischia di rovinare la biancheria. Il motivo, come si diceva nel capitolo precedente, è che al sapone di Marsiglia andrebbe accompagnato un “sequestrante”, cioè una sostanza in grado di catturare gli ioni di calcio e magnesio presenti nell'acqua. In caso contrario, il sapone non è in grado di detergere, e addirittura rischia di rendere grigi i panni.

Fare il bucato senza usare detergenti

Negli ultimi anni, sull'onda del crescente interesse nei confronti di uno stile di vita naturale, sono stati messi in commercio numerosi strumenti (le cosiddette eco-palle) che promettono di lavare i vestiti senza usare saponi e detergenti. Questi attrezzi, però, svolgono solo un'azione meccanica, del tutto analoga a quella svolta dalla pallina dosatrice. Lo sporco viene in parte rimosso grazie alla combinazione di questi ausili e dell'acqua calda, ma l'azione effettivamente detergente e igienizzante del detersivo non viene sostituita e gli indumenti avranno solo un aspetto parzialmente pulito. È simile a quello che succede quando laviamo i capelli semplicemente massaggiandoli con i polpastrelli sotto il getto dell'acqua calda: una parte dello sporco va effettivamente via, ma rimane comunque un evidente strato di grasso.


Tale discorso vale anche per le noci del sapone. Si tratta dei gusci essiccati di Sapindus Mukorosso, una noce nepalese ricca di saponina, utilizzati per il bucato da diverse popolazioni asiatiche. In sostanza, queste noci si inseriscono in un sacchetto di cotone e poi nel cestello della lavatrice, e il loro effetto è valido per circa 50 lavaggi. In realtà, molti esperti sono concordi nel dire che l'effetto detergente di queste noci è davvero minimo, e il reale lavoro di pulizia è svolto anche in questo caso dall'acqua.

La manutenzione della lavatrice

Periodicamente, sarebbe il caso di disinfettare la lavatrice. Qualcuno suggerisce di farlo addirittura una volta al mese, ma personalmente non lo ritengo necessario, specie se i detersivi usati contengono già sostanze in grado di sequestrare il calcare.


Ad ogni modo, quando lo ritenete opportuno (anche ogni 3-4 mesi) il consiglio è quello di pulire il filtro e fare un lavaggio a vuoto. La pulizia del filtro è molto semplice: dopo aver staccato la presa, è sufficiente smontarlo e sciacquarlo sotto l'acqua corrente, magari utilizzando dei guanti e un panno in microfibra. Se è molto sporco, potete lasciarlo in ammollo per una mezz'ora in una soluzione di aceto. Dopo la pulizia, asciugatelo per bene e rimontatelo.


Per quanto riguarda, invece, il lavaggio della macchina, è sufficiente versare nella vaschetta una soluzione di acido citrico (utilizzate un litro della soluzione consigliata come ammorbidente) a cui potete aggiungere un paio di cucchiai di Soda Solvay e qualche goccia di olio essenziale di tea tree. Avviate un lavaggio breve ad una temperatura di 40 gradi.


Queste operazioni si rivelano molto utili anche quando è necessario pulire e deodorare una lavatrice che non viene utilizzata da molto tempo.

Il lavaggio a mano

Se i capi presentano delle macchie molto evidenti o che possono infettare gli altri vestiti (fango o sangue, per esempio) è opportuno pretrattarli, ossia smacchiarli prima di inserirli in lavatrice. È sempre utile tenere una o due vaschette in bagno per questo uso (una può essere, evidentemente, quella che viene usata per il bagnetto dei bimbi!), e decidere di volta in volta se un ammollo di mezz'ora può detergere e igienizzare a sufficienza o se è necessario un tipo di pulizia più profonda.

Ammollo

L'ammollo consiste nel tenere i capi immersi nell'acqua (fredda, calda o tiepida a seconda del tipo di pulizia) a cui è stato aggiunto un additivo (bicarbonato, sapone, percarbonato o acqua ossigenata) per un certo tempo. Si può fare un ammollo con:

  • semplice acqua: se il capo ha bisogno solo di disperdere lo sporco; si può usare acqua fredda, tiepida o calda a seconda del grado di sporco;

  • bicarbonato (oppure Soda Solvay): se il capo ha bisogno di essere igienizzato e sbiancato, se ne può aggiungere una piccola quantità, facendo attenzione a non superare i 65 gradi, poiché se ne annullerebbe l'effetto; si può lasciare in ammollo anche diverse ore, ed è particolarmente efficace nella disinfezione di pannolini e assorbenti lavabili;

  • percarbonato: se i vestiti necessitano di essere smacchiati, se ne può versare mezzo cucchiaio in un paio di litri d'acqua; sui capi colorati non bisognerebbe superare un'ora di ammollo, mentre per i capi bianchi si può arrivare alle 4-5 ore; il percarbonato è attivo già a basse temperature, per cui non è necessario superare i 40 gradi;

  • acqua ossigenata: è un potentissimo smacchiante, per cui bisogna usarlo in dosi minime; misuratene una mezza tazzina da caffè e riempite il resto della vaschetta di acqua, poi immergete il capo da trattare; tenetelo in ammollo per un'ora al massimo, e abbiate cura di usare i guanti quando toccate l'acqua;

  • oli essenziali: se si rende necessaria un'azione battericida, potete potenziarla aggiungendo all'acqua un paio di gocce di olio essenziale di tea tree o di limone, meglio se mischiati a qualche goccia di alcol buon gusto (quello per dolci) sulla punta di un cucchiaino.

Dopo l'ammollo, occorre risciacquare con abbondante acqua per eliminare i residui di detergente ed eventualmente inserire i capi in lavatrice.

Pretrattare

Se l'ammollo non è sufficiente a eliminare la macchia, può essere utile pretrattare. In sostanza, si tratta di agire direttamente sullo sporco, sfregando il capo con un prodotto adeguato. Gli ingredienti da utilizzare sono il bicarbonato, il percarbonato e l'acqua ossigenata. In questo caso, però, si può utilizzare una dose più elevata di prodotto. Nel caso del bicarbonato e percarbonato, per esempio, si può fare una pappetta densa da applicare per alcuni minuti sulla macchia, e poi risciacquare abbondantemente. Se si usa il percarbonato bisogna riservare questa azione solo ai capi bianchi. Per quanto riguarda l'acqua ossigenata, invece, in fondo al libro troverete una semplice ricetta per uno spray fai da te davvero efficace e del tutto simile ai prodotti eco-bio che si trovano in commercio.


Attenzione: non mischiate mai questi ingredienti tra loro, perché potreste dare origine a delle reazioni chimiche con effetti indesiderati!

Sapone di Marsiglia

Se è sconsigliato usarlo direttamente in lavatrice, quando è invece adoperato come sgrassante e smacchiante il sapone di Marsiglia si rivela miracoloso. È sufficiente strofinarlo sulla parte interessata e preventivamente inumidita con acqua tiepida. In alternativa, dopo aver smacchiato parzialmente a mano, si può tenere in ammollo il capo e gettare nell'acqua una manciata di scaglie di sapone (potete comprarle già così o grattugiarle voi stessi).


Se alla saponetta classica preferite il sapone liquido, è sufficiente tenere per una notte in una ciotola 200 grammi di acqua (va bene quella di rubinetto) mischiati a 100 grammi di sapone di Marsiglia in scaglie. La mattina dopo il sapone sarà diventato un gel. Per aumentarne la densità, potete aggiungere un cucchiaio di soda Solvay.

La pulizia dei pannolini

Come lavare i pannolini lavabili? La manutenzione varia molto, ovviamente, a seconda del tipo di pannolino, ma alcune considerazioni possono essere valide per qualunque modello.


Innanzitutto, appena comprati vanno lavati più volte in lavatrice a circa 40 gradi, senza centrifuga e senza detersivo (basta riempire per metà la pallina dosatrice con bicarbonato), in modo che perdano eventuali residui di oli o sostanze usate durante la lavorazione e aumentino il proprio potere assorbente1.


Per quanto riguarda la pulizia quotidiana, ci sono diverse possibilità:

  • utilizzare un secchio specifico, riempito di acqua tiepida e bicarbonato (e qualche goccia di olio essenziale), in cui tenere i pannolini sporchi che aspettano di essere lavati in lavatrice;
  • inserire i pannolini direttamente nel cestello della macchina.

Ogni soluzione può variare a seconda della stagione, dal momento che in estate il cattivo odore può diffondersi in breve tempo e il calore può attirare gli insetti. Scegliete un metodo che protegga il bagno da eventuali ospiti indesiderati e tenga la biancheria al sicuro da muffe e problemi di qualunque tipo. Evidentemente, prima di fare una qualunque di queste cose, è il caso di sciacquarli e strizzarli, gettando l'eventuale cacca nel water. Se sono davvero molto sporchi, si possono pretrattare con del percarbonato o con una soluzione di acqua ossigenata.


Alcuni, come la sottoscritta, scelgono di lavarli insieme al resto della biancheria, altri di fare dei lavaggi in lavatrice a parte (in questo modo, però, si rischia di non riuscire a caricarla completamente, con conseguente spreco di elettricità e acqua), altri ancora di lavarli insieme agli altri vestiti, inserendoli però in una retina. Ad ogni modo, è sempre il caso di usare detergenti ecologici e di non superare i 60 gradi di temperatura dell'acqua (l'ideale sarebbe un lavaggio a 40 gradi).


Per quanto riguarda il prodotto da usare, penso che un buon detersivo elimini efficacemente qualunque tipo di sporco senza lasciare aloni, ma anche qui ci sono diverse scuole di pensiero: c'è chi usa per ogni lavaggio la terza parte di un panetto di sapone molto economico a base di olio di cocco, oppure chi sceglie solo bicarbonato o percarbonato. Il consiglio, quindi, è di fare delle prove e capire qual è il metodo migliore per le vostre esigenze.


Per quanto riguarda l'asciugatura, stendeteli all'aria aperta, tenendo conto che il sole ha anche un effetto smacchiante e disinfettante.

Stirare non è ecologico!

Non si tratta solo di una battuta: stirare è davvero un'abitudine quasi del tutto superflua! Oltre a rappresentare uno dei mestieri di casa più impegnativi in termini di tempo, comporta infatti un notevole consumo di energia elettrica ed è una pratica che, con i dovuti accorgimenti, si può quasi del tutto evitare.

Ecco qualche suggerimento:

  • quando state per avviare il lavaggio dei panni, selezionate l'opzione antipiega (ormai è possibile in quasi tutte le lavatrici) in modo che, anche dopo la centrifuga, i capi siano molto meno sgualciti;

  • state molto attenti a stendere i panni: se non c'è il rischio che cadano dal balcone, evitate di usare le mollette (che lasciano dei segni evidenti), e prima di appoggiarli sullo stendino provate a sbatterli in modo che le eventuali pieghe ancora presenti scompaiano;

  • quando i capi sono completamente asciutti, toglieteli dallo stendino e piegateli con cura: vi accorgerete che sarà davvero superfluo stirare nella maggior parte dei casi.

Una piccola percentuale di capi avrà bisogno, comunque, di essere stirata:

  • le camicie (a meno che non decidiate di lavarle in lavatrice senza centrifuga – per esempio tirandole fuori dalla macchina subito prima che si azioni, appendendole a una gruccia e lasciandole asciugare all'aria per qualche giorno);

  • i tessuti particolari (come il lino);

  • le lenzuola (che in genere, per via delle dimensioni, non possono essere adeguatamente stese: in questo caso, nulla toglie che decidiate di non stirarle comunque!).

Conservare i vestiti in inverno

Come mettere via i vestiti al momento del cambio di stagione?


Per prima cosa, se decidete di lavare un'ultima volta la biancheria prima di riporla, ricordate che deve essere completamente asciutta (in caso contrario potrebbe sviluppare muffe e cattivi odori) e, se è stata stirata, anche del tutto fredda.


In secondo luogo, dividete i capi per genere (piumoni e coperte, giacche e cappotti, costumi da bagno) e per membro della famiglia, di modo che sia possibile eventualmente tirare fuori con facilità ciò che serve dai contenitori.

I contenitori

Molti utilizzano dei contenitori di cartone, ma personalmente ritengo che in questo modo i capi rischino di sporcarsi e di essere attaccati da insetti e microbi di diverso genere, senza dimenticare che queste scatole si rovinano presto (ammuffiscono facilmente, specie in inverno) e devono essere ricomprate più volte nel corso degli anni. Ci sono poi le buste trasparenti sottovuoto, che oltre a conservare la biancheria permettono di risparmiare spazio. L'idea di conservare in questo modo l'abbigliamento però non mi convince, perché credo che questo tipo di plastica sia particolarmente tossica e possa rilasciare qualche tipo di sostanza sui vestiti; tuttavia è possibile che si tratti solo di una mia idiosincrasia. Se decidete di utilizzare questo metodo, ad ogni modo, scegliete delle buste non profumate: i profumi utilizzati, è quasi superfluo dirlo, sono sintetici e allergenici, per cui sarebbe il caso di evitarli.


Meglio, a mio parere, utilizzare delle scatole in plastica rigida e spessa: si tratta di una spesa maggiore, è vero, ma questi contenitori, se tenuti bene, possono durare tutta una vita, proteggono i capi da sbalzi di temperatura, insetti e muffe e si prestano a molteplici utilizzi.

Gessetti profumati e pout-pourri

I vestiti lavati con prodotti naturali sono privi degli odori forti dei detersivi comuni, e quindi non sviluppano, nel corso dei mesi, l'odore di rancido che spesso ha la biancheria quando viene tirata fuori dalle scatole in cui è stata conservata a lungo. Ad ogni modo, se lo desiderate, potete inserire nei contenitori (come anche nei cassetti) dei gessetti profumati o dei sacchetti di raso o cotone contenenti fiori secchi (lavanda, per esempio). Nell'ultimo capitolo è riportata una semplice ricetta per fare in casa dei gessetti che, oltre a profumare, proteggono i capi da batteri e muffe.


Sempre grazie all'assenza di ingredienti dannosi e che provocano pericolose reazioni chimiche a contatto con l'acqua e con l'umidità, non è necessario utilizzare antitarme o sostanze di questo tipo.

Igiene e cosmesi naturali
Igiene e cosmesi naturali
Maura Gancitano
Idee e ricette per il bambino, la famiglia e la casa.Come scegliere i prodotti di cura per il proprio bambino, pulirlo e idratarlo con dolcezza e nel pieno rispetto della natura. Da alcuni anni l’attenzione nei confronti dell’igiene naturale non solo è in crescita, ma sempre più aziende di detergenti e cosmetici si professano “naturali” ed “ecologiche”, sebbene spesso i loro prodotti non si discostino in nulla da quelli ordinari. Igiene e cosmesi naturali di Maura Gancitano vuole offrire le informazioni necessarie per comprendere davvero come vengano prodotti i cosmetici e perché vengano scelte componenti dannose, per orientarsi nella scelta dei prodotti migliori (evitando trappole e trucchi di marketing), per prendersi cura del proprio corpo e di quello dei bimbi senza ansie e paure e iniziare a produrre da sé tutto ciò che serve all’igiene della casa e della persona. Il libro propone moltissimi suggerimenti utili, insegnando a leggere l’elenco degli ingredienti di un cosmetico, a pulire, idratare e curare il bimbo con dolcezza e a igienizzare l’ambiente in maniera veloce, economica e nel pieno rispetto della natura. Contiene anche numerose ricette per produrre cosmetici e detersivi eco-biologici in casa con pochi e semplici ingredienti. Conosci l’autore Maura Gancitano, mamma, scrittrice, ufficio stampa ed editor, è una grande appassionata di cosmesi e salute naturale.Ha pubblicato racconti su antologie e scritto sceneggiature per lungometraggi e booktrailers.