CAPITOLO X

A spasso con il bebè

A spasso con il bebè. Sin dai primi giorni di vita il bimbo può tranquillamente uscire con mamma e papà per una bella passeggiata all’aria aperta. Cosa serve al bambino fuori casa? Carrozzine e passeggini di ogni foggia e colore hanno invaso il mercato di prodotti per l’infanzia: sfogliando un catalogo per futuri e neogenitori si resta impressionati dalla quantità di modelli, semplici, trasformabili, vintage o ultramoderni, ma anche dai prezzi non proprio economicissimi. Possibile che si debba spendere tanto per godersi qualche momento di relax o per sbrigare qualche commissione fuori casa con il proprio piccino? Vediamo come fare per salvarsi dal “caro-passeggiata”….

La carrozzina

La carrozzina è un accessorio che ha un tempo di utilizzo molto breve, limitato ai primissimi mesi di vita del bebè.


Naturalmente non si tratta di un acquisto indispensabile (vedremo di seguito varie alternative possibili), e prima di procurarsene una vale la pena valutare con attenzione anche il contesto in cui si dovrà utilizzare: ci sono, infatti, situazioni in cui la praticità di una carrozzina è dubbia, vedi le abitazioni raggiungibili solo tramite una scalinata esterna, o dotate di ascensore molto piccolo (inadeguato per accogliere l’ingombro della carrozzina), o una zona residenziale che rende necessario spostarsi con i mezzi pubblici (trascinare su e giù da un bus o da una metropolitana la carrozzina non è il massimo).


Per i genitori che sanno di poter sfruttare questo accessorio l’ideale sarebbe comunque riuscire a risparmiare. Se non si può contare sulla carrozzina “dismessa” di parenti e amici, delle buone occasioni si possono trovare al mercato dell’usato: la carrozzina è un oggetto che viene utilizzato per un periodo davvero breve e certamente non viene consumata o danneggiata dai neonati. Per chi è pratico di internet ci sono anche siti che permettono di acquistare on-line a prezzi vantaggiosi.


Per chi preferisce una carrozzina nuova, ma non vuole spendere centinaia di euro, un suggerimento è quello di approfittare dei saldi o, ancora meglio, tenere d’occhio i punti vendita collegati alle aziende di prodotti per l’infanzia che periodicamente svendono (anche a meno di metà prezzo) modelli superati, che sono stati esposti in vetrina, o che hanno un difetto di fabbrica (in genere il difetto è trascurabilissimo, ma comporta un notevole ridimensionamento del prezzo anche per una carrozzina griffata).

Il passeggino

Rispetto alla carrozzina, il passeggino ha il pregio di avere un tempo di utilizzo più dilatato nel tempo1; ma, a parte questo, non ci sentiamo di ritenerlo indispensabile. Ci sono famiglie che hanno sfruttato anche per due o tre anni questo accessorio e altre che hanno dovuto constatare di aver fatto una spesa inutile, poiché poi si sono orientati verso altre soluzioni, privilegiando ad esempio la praticità di fasce e marsupi.


Come per la carrozzina, prima di procedere all’acquisto è importante valutare il contesto in cui si andrà a utilizzare il passeggino e la sua effettiva praticità. Come per gli altri accessori destinati al bebè, una buona soluzione – economica ed ecologica – è quella del riciclo, quindi benvenuti i passeggini di parenti e amiche o quelli acquistati a prezzo vantaggioso nei negozi dell’usato.


Per i genitori che prediligono il nuovo, il suggerimento è quello di non lasciarsi incantare dai mille optional che fanno lievitare i prezzi (ci sono modelli di passeggino multi-accessoriati che arrivano a costare anche più di 500 euro!). Dato che sul mercato c’è un’ampia scelta anche per quanto riguarda i prezzi, ricordiamo che i passeggini più economici sono in genere anche i più leggeri e maneggevoli: dote fondamentale quando ci si trova a dover trasportare il bebè da una parte e il passeggino chiuso dall’altra, o a salire e scendere dai mezzi pubblici o, ancora, a caricare e scaricare il passeggino dal baule dell’auto2.


Una buona occasione per risparmiare è rappresentata dai passeggini non griffati (o di marche che non sono leader del settore) che periodicamente si possono trovare negli ipermercati a prezzi contenuti.


Sospensioni, design, frenata centralizzata… in fin dei conti per il bambino che è seduto nel passeggino non fanno molta differenza!

Tre in uno: i combinati

Passeggino, carrozzina e seggiolino per l’auto, tutto in uno. I “trio”, ovvero i combinati che le varie aziende leader del mercato dell’infanzia propongono quale soluzione vantaggiosa, possono essere realmente vantaggiosi solo e unicamente in un caso: quando la famiglia ritiene di aver effettivamente bisogno di tutti e tre questi accessori e li avrebbe comunque acquistati tutti e tre, nuovi e di marca.


Nei casi in cui, invece, non si ritengono ugualmente necessari i tre accessori, o si potrebbe averne uno in prestito (o a buon prezzo approfittando di una svendita), ma ci si lascia tentare da una di queste combinazioni pensando che in fondo “la spesa è una sola e si prendono tre cose”, in realtà non si sta risparmiando, anzi…


Attenzione inoltre alle combinazioni più costose: alcuni modelli hanno un prezzo elevato e alla fine la spesa sostenuta rischia di essere maggiore rispetto a quella che sarebbe servita per acquistare i singoli accessori di marche meno note.

L’arte di “portare” i piccoli

Il bambino è portato in pancia per nove mesi, nasce ancora molto dipendente dal legame con la madre; per la sua sopravvivenza e maturazione, ha bisogno di ritrovare i movimenti, i suoni e gli stimoli di prima, implora di essere portato addosso ancora per molto tempo. Questa simbiosi serve anche alla madre per elaborare il vuoto dentro, continuando la gestazione fuori dall’utero
Piera Maghella3

Non ci sono solo le ruote per portare a spasso il proprio bebè. Oggi si tende ad associare l’idea di passeggiata a carrozzine e passeggini, ma questi accessori rappresentano invenzioni relativamente recenti, tuttora sconosciute in molte culture. Uscire di casa con un bimbo può essere estremamente pratico, economico e piacevole se lo si porta… addosso! Fasce, zaini, marsupi: l’arte del portare sta vivendo un momento di riscoperta anche tra le madri italiane. Sempre più donne stanno sperimentando quanto può essere comodo passeggiare o sbrigare commissioni, muoversi in un negozio o per le vie cittadine con le mani libere e il proprio bambino, ben custodito e tranquillo, a contatto con il proprio corpo.


Una consuetudine che non è difficile immaginare quanto possa risultare gradita ai più piccini dato che, dopo nove mesi trascorsi nel caldo rifugio del grembo materno, c’è un solo luogo al mondo dove un bimbo si sente davvero sicuro, ed è a contatto con la propria mamma4.


Marsupi e fasce offrono un modo diverso di trasportare i propri piccini, ma anche di accudirli. L’arte del portare non riguarda, infatti, soltanto le passeggiate: noi affrontiamo l’argomento in questo contesto, ma sottolineiamo il fatto che molti genitori portano i propri bimbi in diversi momenti della giornata in casa e fuori. Il portare non equivale quindi solo a ‘trasportare’, ma rappresenta una scelta di contatto e vicinanza continua.

Tanti benefici per il bebè

Offrire al neonato, subito dopo la nascita, un ambiente quanto più vicino a quello uterino, soddisfare il suo bisogno di contatto sono fattori essenziali per una crescita sana sia dal punto di vista psicologico ed emotivo, sia dal punto di vista fisiologico. Il bebè “portato” gode di una costante rassicurazione: tutto quello che desidera, tutto quello di cui ha bisogno è a portata di mano. Sul corpo di mamma e papà trova le condizioni ottimali per il suo benessere emotivo: vicinanza, calore, affetto. Il supporto (fascia, stoffa, marsupio) rappresenta una sorta di “utero di transizione” in cui il bimbo, così come nel grembo materno, continua a essere cullato grazie al movimento di chi lo porta.


In questo modo, inoltre, il bimbo partecipa della vita dei genitori, come sottolinea Grazia De Fiore, fondatrice dell’associazione Contatto Continuo: vive, infatti, “all’altezza” del genitore, ha la possibilità di osservare il mondo e di ricevere quindi stimoli e sollecitazioni, condividendo l’esperienza dell’adulto5. La consuetudine del portare, si traduce quindi in un’importante stimolazione sensoriale e offre un input in più per lo sviluppo neuro-motorio e del senso dell’equilibrio6.

…e per i genitori

Quel contatto che è tanto piacevole e importante per il bebè, garantisce anche alla mamma molte sensazioni positive. Ritrovare il proprio piccino che per nove mesi è stato un tutt’uno con lei, sentire il suo calore, osservare il suo viso, è una fonte di gioia per la mamma, si tratta di una situazione molto appagante. La vicinanza continua favorisce, inoltre, quella comprensione profonda che permette alla madre di intuire i bisogni del figlio, interpretandone i segnali corporei e le espressioni del volto. Il risultato è che i bimbi che possono stare a contatto con la mamma, piangono meno e questo fa crescere l’autostima materna, la fa sentire “capace” e quindi più serena e sicura di sé.


Per quanto riguarda i vantaggi di tipo pratico, portando il proprio bimbo il genitore gode di una totale libertà di movimento, può stare insieme al figlio e rispondere con immediatezza ai suoi bisogni e contemporaneamente dedicarsi ad altre faccende. E quando si è fuori casa la fascia è molto pratica per allattare con discrezione.


Esther Weber, fondatrice dell’associazione Portare i Piccoli (PIP), pone, inoltre, l’accento sulla comodità e la libertà di movimento che il marsupio e la fascia garantiscono nelle giungle delle città, in metrò, sull’autobus, nei negozi stretti, nei centri commerciali, ma anche in montagna o in campagna…7


Se pensiamo ai tubi di scappamento delle auto che sono proprio all’altezza dei bimbi seduti sul passeggino, apprezzeremo ancor di più la possibilità di passeggiare con il bebè collocato ad altezza d’uomo e con il viso rivolto verso il genitore. Un ultimo vantaggio della fascia: rappresenta una soluzione eco-compatibile8!

Il marsupio

Il marsupio è sicuramente il supporto per portare più conosciuto e utilizzato in Occidente. Sul mercato se ne possono trovare moltissimi modelli, alcuni utilizzabili sin dai primi giorni di vita.


Il suggerimento, quando si acquista un marsupio, è quello di verificare la fascia di peso per cui è indicato (e attenersi a essa) e che il modello offra un sostegno adeguato alla schiena e alla testa del bebè. Una volta indossato, tra il corpo del genitore e quello del bimbo non devono esserci spazi vuoti, e le gambe del piccolo devono trovarsi in posizione divaricata-seduta9.


Se possibile, meglio scegliere un modello con allacciatura sul davanti o laterale, poiché se il meccanismo di apertura si trova sulla schiena del genitore, può risultare poco pratico.

Lo zaino

Lo zaino è un tipo di supporto che può essere utilizzato solo quando il bambino è in grado di stare seduto e sorreggere la schiena a lungo e senza fatica.


Oggi in commercio ne esistono molti modelli, alcuni più semplici in tessuto, altri con un telaio in alluminio che rende l’accessorio piuttosto pesante. Gli zaini da trekking vengono in genere usati dagli appassionati di montagna, che lo utilizzano per le loro escursioni in quota con il bebè.


L’acquisto di uno zaino ha senso soltanto se si è certi di sfruttarlo con un uso frequente e prolungato nel tempo.

La fascia

Da alcuni anni si sta diffondendo un nuovo (nuovo per noi, non per il resto del mondo e non per le nostre bisnonne!) supporto per portare, ovvero la fascia di stoffa, oggi facilmente reperibile nei negozi di prodotti per l’infanzia e on-line, tramite siti specializzati. Ci sono vari tipi di fasce, molto differenti tra loro. Consigliare un modello piuttosto che un altro avrebbe poco senso, sta alla mamma scoprire qual è la fascia che fa per lei e per il suo bimbo, che si sente addosso meglio, che la fa sentire a suo agio.


I tipi di fascia più utilizzati sono principalmente tre:

  • La fascia ad amaca è un tessuto di circa due metri opportunamente cucito alle estremità, che si regola tramite un anello in metallo. Indicata sin dalla nascita, man mano che il piccolo cresce si potrà utilizzare per portarlo sul fianco anche fino a due o tre anni.
  • La fascia lunga è una striscia di tessuto resistente, di lunghezza superiore ai quattro metri, che permette di portare il bimbo dai primi giorni di vita fino ai tre anni, prima davanti e poi sulla schiena o sul fianco.
  • La fascia elastica è realizzata con una lunga striscia di tessuto e ha la particolarità, essendo in jersey, di risultare estremamente morbida ed elastica. Ideale per il contatto pelle a pelle con i più piccini, è molto semplice da utilizzare, ma in genere viene consigliata solo nel primo anno di età (quando il bimbo supera i sette chili di peso infatti, questo tipo di tessuto non lo sostiene più in modo adeguato).
La fascia fai da te

Ancora una volta, il fai da te può essere un’ottima via per risparmiare. Per realizzare una fascia lunga, si possono utilizzare un pareo e degli anelli in metallo di una decina di centimetri di diametro.


Per una fascia lunga da annodare serve soltanto un tessuto di cotone (la lunghezza varia in base alla corporatura della persona che userà la fascia)10, non elasticizzato e preferibilmente non colorato, per evitare il rischio che eventuali sostanze tossiche entrino in contatto con il bimbo.


Per il modello messicano Rebozo, particolarmente indicato per le prime settimane di vita del bebè, si possono utilizzare due foulard, oppure un pareo o ancora un lenzuolo singolo11, da annodare sulla spalla.


In effetti, se i genitori hanno una certa confidenza con questa consuetudine e sono quindi in grado di posizionare i propri piccini in modo corretto e sicuro, anche un pareo, uno scialle, un sari indiano possono rappresentare degli ottimi (ed economici) sistemi per portare12.

Il Mei Tai

Il Mei Tai merita un cenno a parte e sta conquistando simpatie crescenti tra le mamme italiane per la semplicità e la praticità che lo caratterizzano. Questo supporto, che si ispira alla tradizione asiatica, consiste in un pezzo di stoffa quadrata con quattro lunghe bende (cucite in corrispondenza degli angoli) che servono per allacciare il bimbo intorno al corpo del genitore.

Il Mei Tai fai da te

Per realizzare un Mei Tai fai da te, occorrono una stoffa (200x150 cm) di tessuto resistente (velluto, jeans, seta, pile, eventualmente si possono riciclare giacche e giacconi che non indossiamo più) e una macchina da cucire. Con il tessuto scelto si realizzano due pannelli centrali (che reggono il corpo del bambino e possono contenere un’imbottitura) e tre fasce che, applicate ai pannelli centrali, permettono di ‘indossare’ il Mei Tai (una fascia è centrale e avvolge la parte bassa della schiena materna, le due fasce laterali poggiano sulle spalle). Se si utilizzano dei cartamodelli (scaricabili on-line)13 il lavoro è sicuramente facilitato.

Bebè a costo zero - 3a edizione
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Giorgia Cozza
Guida al consumo critico per accogliere e accudire al meglio il nostro bambino.Una guida al consumo consapevole per scoprire cosa è davvero indispensabile o utile acquistare durante la gravidanza e la prima infanzia. Carrozzine, vestitini, omogeneizzati: quanto costa avere un bambino oggi?Le statistiche parlano di un investimento di migliaia di euro solo nel primo anno di vita. Bebè a costo zero di Giorgia Cozza, è la guida al consumo critico e consapevole nell’affollato mondo dei prodotti per l’infanzia per scoprire cosa sia davvero indispensabile o utile durante la gravidanza e la prima infanzia, distinguendo tra reali esigenze e bisogni indotti dalla pubblicità. Il libro offre proposte e suggerimenti pratici per evitare spese inutili, con un occhio di riguardo all’ambiente e, soprattutto, per circondare il bambino solo di quanto può favorirne lo sviluppo psico-fisico, facendone una persona serena e armoniosa. Conosci l’autore Giorgia Cozza è una mamma-giornalista, specializzata nel settore materno-infantile, autrice di libri per bambini e numerosi manuali per genitori, divenuti un importante punto di riferimento per tante famiglie in Italia e all’estero.È stata relatrice in numerosi congressi per genitori e operatori del settore e ospite di trasmissioni televisive per rispondere a quesiti legati all’accudimento dei bimbi e a uno stile genitoriale ecocompatibile.