capitolo V

Il mal di gola e lo
Streptococco b-emolitico
di gruppo A

Abbiamo visto che prima dei cinque anni di età la maggior parte delle infiammazioni delle vie respiratorie dei bambini, in genere 5-6 l’anno, sono provocate da virus contro i quali il sistema immunitario dei bambini è capace di reagire e per le quali – salvo particolari complicanze – non dovrebbero mai essere usati gli antibiotici.


Riposo in casa, alimentazione adeguata, rimedi tradizionali come miele e tisane aiutano i bambini a sopportare i noiosi sintomi di queste malattie senza necessità di usare farmaci potenti, carichi di effetti collaterali che spesso indeboliscono le capacità di autoguarigione e aprono la strada a nuove infezioni.


Dopo i 5 anni il numero di infezioni diminuisce e spesso il germe che le produce è lo streptococco-ß-emolitico di gruppo A, detto anche piogene. L’infezione derivante da quest’ultmo si presenta tra i 5 e i 15, anni con un picco d’incidenza intorno agli 8. A seguito dell’infezione da streptococco, che si manifesta con tonsillite o con scarlattina in una piccola percentuale di bambini (1/3000), senza alcun segno che permetta di prevederla, compare la malattia reumatica. Gli streptococchi stimolano la produzione di anticorpi che, per ragioni ancora poco chiare, attaccano il tessuto articolare e/o cardiaco producendo gravi danni alle valvole del cuore.


Nei Paesi in via di sviluppo la malattia reumatica è tuttora una delle principali cause di malattie cardiache tra i giovani. A partire dagli anni ’80 si è verificata una recrudescenza della malattia nei Paesi ricchi e a causa delle sue complicanze a carico delle articolazioni viene inclusa tra le molte malattie reumatiche del bambino e dell’adolescente. La febbre reumatica può sopravvenire come complicazione a seguito di scarlattina o tonsilliti da streptococco trascurate o non curate in modo adeguato.

Come curare il mal di gola

Le faringiti e le tonsilliti si riconoscono da febbre, dolore e secchezza della gola, mal di testa, placche e secrezioni purulente nelle tonsille e dall’ingrossamento doloroso dei linfonodi del collo. Questi sintomi possono presentarsi in modo leggero o essere completamente assenti in bambini di età scolare e adolescenti. Se la tonsillite non viene trattata in modo adeguato, dopo un periodo di apparente benessere che può durare 2-3 settimane, il bambino può presentare febbre e altri importanti sintomi quali artrite e cardite. L’artrite si manifesta con un dolore che può coinvolgere molte articolazioni (ginocchia, gomiti, caviglie o spalle). L’infiammazione si sposta da una articolazione all’altra coinvolgendo di rado mani e colonna cervicale. Il dolore alle articolazioni può essere importante e accompagnato o meno da tumefazione e arrossamento.


La manifestazione più seria è la cardite, ovvero l’infiammazione del cuore che può essere sospettata dalla presenza dell’accelerazione del battito cardiaco e confermata attraverso l’auscultazione di un soffio cardiaco, dall’alterazione di alcuni esami di laboratorio e dall’elettrocardiogramma.

Quando fare il tampone

La prevenzione della malattia reumatica si basa su una precoce diagnosi di infezione streptococcica alla gola, attraverso il tampone faringeo e, in caso di positività, sull’inizio tempestivo della terapia antibiotica a base di penicillina a dosaggio pieno e per un periodo di dieci giorni.


Nonostante le linee guida sul trattamento di questa patologia siano molto chiare1, gli interventi sanitario-burocratici sono spessissimo male articolati, le indicazioni terapeutiche vaghe e quindi spesso inconcludenti.

I genitori, spesso somministratori passivi di antibiotici in patologie che non ne richiederebbero l’uso, tendono a considerare questa patologia come le altre. Sospendono gli antibiotici autonomamente dopo tre, cinque giorni a guarigione clinica avvenuta (scomparsa della febbre e del mal di gola) se non sono stati avvertiti in maniera esauriente e completa dal pediatra che il tempo necessario e indispensabile per la completa “bonifica” dallo streptococco piogene e per scongiurare la comparsa della malattia reumatica è di 10 giorni.


La penicillina è il farmaco in assoluto più efficace, meno costoso e con minori effetti collaterali per il trattamento dello streptococco piogene. Tuttavia capita spesso di vedere ricette con prescrizione di antibiotici di ultima generazione, costosi e di minore efficacia, promossi dalle case farmaceutiche e proposti dai cosiddetti ”antibiogrammi” che accompagnano i tamponi faringei. Pochi giorni di terapia con i potenti antibiotici di nuova generazione non eliminano lo streptococco piogene e il rischio di contrarre la malattia reumatica, mentre un trattamento di 10 giorni con penicillina, oggi purtroppo difficile da reperire in Italia, o del suo omologo semisintetico amoxicillina è in grado di farlo.


Far partecipi i genitori in una scrupolosa partecipazione attiva e consapevole alle cure del bambino è in definitiva l’unica formula efficace di prevenzione di questa malattia insidiosa. Non coinvolgerli in un processo di conoscenza ma trasformarli solo in passivi somministratori di farmaci porta anche alla diffusione di informazioni errate.


L’insorgenza di un caso di malattia reumatica o di semplice infezione streptococcica in una classe, che non richiede assolutamente alcun intervento né diagnostico né terapeutico sulla comunità dei bambini, provoca spesso il panico tra i genitori e la richiesta di interventi da parte delle autorità sanitarie e scolastiche. Tutti i bambini vengono sottoposti al tampone faringeo, e i portatori sani sono obbligati a un inappropriato trattamento antibiotico.


È importante far sapere che l’identificazione dei bambini portatori sani, positivi al tampone faringeo (uno su cinque in età scolare durante l’inverno) non è necessaria, come non è necessario né utile che questi bambini siano sottoposti a trattamento farmacologico, perché noi conviviamo pacificamente con una grande moltitudine di germi, tra cui lo streptococco ß-emolitico di gruppo A. Quindi, se non sopravvengono sintomi di infezione quali febbre alta, ingrossamento delle ghiandole linfatiche e tonsillite, non c’è patologia. Ecco perché la sola positività non richiede un trattamento farmacologico. Il tampone è utile solo per discriminare il tipo di germe che provoca la tonsillite, al fine di effettuare la giusta terapia.


Ancora oggi invece, in seguito a questi “screening” inutili e confusi, nati dalla scarsa informazione e non sufficientemente contrastati da alcuni servizi di medicina scolastica, vengono imposti a bambini sani trattamenti antibiotici inappropriati e dannosi.

Nella sostanza il bambino in buona salute viene spesso visitato e rivisitato, e purtroppo molte volte trattato inutilmente con antibiotici; quando poi si ammala davvero rischia di essere mal curato con farmaci inappropriati e per un tempo più breve del necessario.

Come interpretare il TAS

Un altro test di laboratorio spesso mal interpretato è il titolo antistreptolisinico (TAS) che indica la concentrazione degli anticorpi contro lo streptococco. A scuola, a contatto stretto tra di loro, i bambini si “passano” l’un l’altro molti batteri, tra cui lo streptococco piogene. È pertanto assai frequente trovare nei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni un’alta concentrazione di anticorpi contro questo germe. Ciò non significa che il bambino sia ammalato, ma soltanto che il suo sistema immunitario funziona bene. Entro certi limiti un’elevata quantità di anticorpi antistreptococco può essere considerata un indice di buona difesa dell’organismo contro questo germe.

TABELLA 22

Caratteristiche dei sintomi (frequenza, gravità) della faringotonsillite acuta



STREPTOCOCCICA

VIRALE

Manifestazione

Improvvisa

Graduale

Malessere

Medio-notevole

Lieve-medio

Dolori addominali

Frequenti

Rari

Vomito

Frequente

Raro

Mal di testa

Frequente

Raro

Febbre

38-39,5°

37,5-38,5°

Tosse

Rara

Frequente

Raucedine

Rara

Frequente

Congestione nasale

Rara

Frequente

Congiuntivite

Rara

Frequente

Età

In genere al di sopra dei 3 anni

Ogni età


Modificato da: Ambulatory Pediatrics, a cura di Green M. e Haggerty R.J., W.B. Saunders Company, Philadelphia 1977. La presenza di faringe e tonsille rosse e/o di pus può aversi indifferentemente nelle forme virali e batteriche. Anche la presenza di linfonodi ingrossati e/o dolenti non è elemento utile per porre una diagnosi differenziale tra le due forme.

Cosa fare

La precedente tabella consente di farsi un’idea approssimativa della situazione, in attesa dell’intervento del medico che in caso di tampone positivo e di concomitante presenza dei sintomi provvederà a prescrivere il giusto antibiotico per il tempo necessario.


Se l’antibiotico non fosse necessario, alcuni rimedi fitoterapici possono aiutare a superare la fase acuta. Suggeriamo a tale scopo sia l’uso di alcune gocce di Propoli, sia l’Echinacea in tintura madre o in compresse oppure in gocce esistenti in commercio. Un rimedio casalingo ad azione antibiotica è la tisana “limone e aglio” descritta precedentemente.

Bambini e (troppe) medicine - 2a edizione
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